Meloni, primo scivolone. Vox non è il Partito Popolare

“Viva Vox, viva la Spagna, viva l’Italia e l’Europa dei patrioti”. Ahi, Giorgia. Oggi la Meloni potrà anche fare come la maggior parte dei politici e dire che non è stata capita. Ma ahimè le parole sono parole, le amicizie una scelta e le passioni qualcosa di reale. Nessuno, nel nuovo cerchio magico, ha detto alla futura premier, che è il Partito Popolare il suo riferimento spagnolo? Che Vox è un partito con chiari riferimenti franchisti? Che è insomma l’estrema destra e non la destra moderata?

Non si capisce francamente il motivo per cui, in giorni così difficili per la costituzione del nuovo Governo e la stabilità del Paese, la leader di Fratelli d’Italia abbia voluto intervenire al congresso del partito spagnolo (lo aveva già fatto tre mesi fa a sostegno della candidatura di Macarena Olona alla presidenza dell’Andalusia).

Le consiglieremmo di conformarsi piuttosto al suo ruolo futuro di atlantista e europeista. Se non vuole cadere subito dovrà certo chinare il capo a Bruxelles, che “i patrioti” in linea di massima non può vederli. Acquisisca piuttosto , Giorgia, quell’alto profilo che servirà per rappresentare il nostro Paese in ogni sede e in questa nuova dimensione è difficile che ci sia spazio per i neo-franchisti.

Quando al popolo di Vox dice che “abbiamo bisogno di un’Europa più coraggiosa di fronte alle grandi sfide e più umile quando si tratta di affrontare i nostri temi più locali riguardo ai quali le politiche nazionali funzionano meglio”, lancia un messaggio generico e quasi criptato. Ma quando rimarca che “non siamo mostri” (inteso, noi e voi) e fa riferimento alla Polonia e alla Svezia, dove governerà l’estrema destra, la Meloni ricade in vecchi vizietti. Ahi, Giorgia. Chi te l’ha fatto fare? Ma soprattutto, chi ti consiglia?

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