Msi, quella “missione guanti bianchi” organizzata nel Fermano

(articolo di Maurizio Verdenelli) – “Il Msi ha avuto una parte molto importante nella storia italiana” così Giorgia Meloni nella rituale conferenza stampa di fine anno da parte del premier a specifica domanda ha rivisitato la vicenda del partito fondato da Giorgio Almirante (sottolineatura positiva anche per lui per il ruolo avuto negli anni di piombo). Una rivisitazione che ha toccato – en passant – pure un grande marchigiano, Enrico Mattei, nel cui nome l’Italia si propone capofila della missione europea for Africa.

“Era ora” commenta soddisfatto Gianfranco Alessandrini, 77 anni, da Montegiorgio (FM) per 15 anni nel comitato regionale marchigiano di An, dopo essere stato nel Comitato Centrale del Msi-Dn. “Ha fatto bene l’on. Meloni a rivendicare la vicenda politica, nell’alveo della Democrazia, della Libertà e delle Istituzioni, anche se nessuno ha ricordato in queste ore quando avvenne esattamente 30 anni fa, la marcia degli 80.000 ‘guanti bianchi’ a Roma da piazza della Repubblica a piazza SS Apostoli, passando per piazza Venezia… ma questo è solo un dettaglio per lo più toponomastico, sia chiaro”.

 Gianfranco Fini con Giulio Conti e il figlio (inverno 93) alla cena ‘dei guanti bianchi’ a Piane di Montegiorgio

Ci ricordi meglio l’avvenimento…

“Ne parlarono tutti i giornali nazionali. Una manifestazione per protestare contro la corruzione che le indagini della Procura milanese stava svelando nel corpo malato della Repubblica”.

Andiamo al punto: ai ‘guanti bianchi’, cioè…

“Eravamo alla fine del ’92. Il terrorismo era stato sconfitto, ma ecco che a metà febbraio scoppia il caso Mani Pulite con  pm Di Pietro che chiede ed ottiene l’arresto di Mario Chiesa, presidente socialista del Pio Albergo Trivulzio. Ed io, lasciato il CC del Msi-Dn, pur da semplice cittadino dopo aver verificato attentamente la completa estraneità del mio partito, ad ogni livello, alla consorteria spartitoria di allora, elaborai in sette giorni una mia proposta, certo provocatoria tuttavia con aspettative di grande effetto mediatico. Che sottoposi per via gerarchica all’allora segretario nazionale Gianfranco Fini”.

La risposta?

“Entusiastica. Il quartier generale della ‘Missione Guanti bianchi’ (perchè di questo si trattava) fu spostata nel Fermano, insomma a casa mia. Avevo 47 anni, pieno di forze e passione. Incaricai all’istante la ditta produttrice di articoli pubblicitari G.K. di Petritoli di consegnarmi nel più breve tempo possibile 40.000 guanti bianchi (uno per ciascun partecipante al corteo) simbolo della purezza politica del Msi. Mani Pulite? Solo noi missini allora siamo degni di indossare guanti bianchi!”

Gli 80.000 del Msi-Dn sfilano per il centro di Roma con i guanti bianchi a fine dicembre ’92

Come andò operativamente la omonima Missione?

“L’ordine venne eseguito dalla ditta G. K. all’istante, o meglio in 3/4 giorni. Guanti caricati e fatti pervenire alla sede centrale del partito a Roma dalla società di autotrasporti Bartolini. pagamento con tanto di firma del segretario Fini per la ragioneria del Msi”.

 Poi…?

“Poi, pochissimo prima della fine del ’92, la nostra marcia a sostegno della Giustizia che stava strappando la maschera ai tanti corrotti di Stato: fu un trionfo! Appena 30 anni fa: andrebbe ricordato almeno nel centrodestra”.

L’epilogo?

“Una grande cena i 140/150 invitati, tra cui l’on. Giulio Conti che poi sarebbe diventato viceministro della Sanità, con Fini e me al centro. Che serata, quella da Oscar e Amorina, a Piane di Montegiorgio!”.

Cosa l’è rimasto di quell’evento, a parte la sua poi lunga carriera di dirigente di partito?

“Un ricordo così vale tutta una vita vissuta con un ideale fisso” risponde Gianfranco mentre guarda, un po’ commosso, le 20/30 paia di guanti bianchi by G.K . E rivela: “Questi me li sono tenuti per me… in caso di smemoratezza collettiva”. (foto di copertina: Gianfranco Alessandrini con Fini)

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