Post sisma, Castelli nuovo Commissario alla Ricostruzione con gli auguri di Giorgia

(articolo di Maurizio Verdenelli) – Quale sorpresa per la nomina il sen. Guido Castelli (FdI) da ieri sera quinto commissario straordinario alla Ricostruzione post sisma del Centritalia al posto dell’avv. Giovanni Legnini. Dato per sicuro anche dallo stesso Castelli a chi scrive in un commento la sera che ha visto l’elezione a Palazzo Madama dell’ex sindaco di Ascoli Piceno e fino a quel punto assessore regionale.

Invocato, sulla base del suo buon operare, l’ex vice di Mattarella al Csm ed attuale commissario all’emergenza di Ischia, in maniera bipartisan dai consiglieri regionali del ‘suo’ Pd (che chiedono ora le dimissioni di Castelli da senatore), dall’on. Irene Manzi, dal vescovo della martoriata Norcia, mons. Renato Boccardo (“non riconfermarlo è stato uno schiaffo in faccia a tutta la popolazione”) continuando con i comitati regionali del ‘cratere sismico’, e tra i sindaci l’autorevole rappresentante Anci in Cabina di regia, il treiese Franco Capponi.

Certo necessariamente circoscritti alle difficili congiunture in relazione al momento poco magico del settire edile ‘infestato’ da quegli autentici Cavalieri dell’Apocalisse che rispondono a: bolla speculativa, carente reperimento di materiali, problematica individuazione di aziende disponibili a causa dei molti cantieri con le provvidenze del bonus 110%, crisi di liquidità. 

L’avv. Giovanni Legnini, commissario non confermato alla Ricostruzione post sisma

Ora la palla ‘di fuoco’ passa al 5. commissario, dopo Errani, la De Micheli, Farabollini e lo stesso Legnini. Quasi un record per un post sisma di poco più di 6 anni fa. (le prime scosse sono del 24 agosto 2016).

I tempi sono mutati se si pensa che bastava una lettera di Venanzo Ronchetti, sindaco di Serravalle di Chienti, epicentro del terremoto umbro-marchigiano, per far ‘sganciare’ dalla borsa del premier Massimo D’Alema altri 3.000 miliardi di lire e la riconferma di Franco Barberi a capo della ricostruzione. Da parte sua Ronchetti, socialista ‘di ferro’, ora accusa: “Grave errore quello di Giorgia Meloni: Legnini andava riconfermato almeno per un altro anno ancora”.

Venanzo Ronchetti, ‘sindaco del terremoto’, con Massimo D’Alema.


In ogni caso la nomina di Palazzo Ghigi pone in rilevanza una figura di amministratore marchigiano che nel suo ormai lunga esperienza ha dimostrato affidabilità. Inoltre in buona parte ‘restituisce’ (per così dire) o meglio: offre alla regione unica in Italia a guida Fratelli d’Italia una rappresentatività nazionale di indubbio valore ed interesse. Venuta a mancare del tutto al momento delle nomine governative. Nelle quali alla vigilia era data per scontata la presenza come sottosegretaria alla Cultura dell’on. Giorgia Latini, fabrianese trapiantata ad Ascoli.

Aggiungiamo: un ‘vacuum’ a sorpresa dopo che la presidente Giorgia Meloni aveva ‘fatto spesa’ senza risparmio nella giunta Acquaroli. Un ‘vuoto’ riempito ieri a Palazzo Ghigi dal Dpcm (al vaglio della Corte dei Conti, come da prassi) insieme con gli auguri da parte della premier per colui, Castelli, da sempre indicato come il n.2 di FdI in terra marchigiana con vista su Ascoli, territorio vocato tradizionalmente al Centrodestra. (in copertina: Il sen. Guido Castelli con Mauro Falcucci, sindaco di Castelsantangelo sul Nera, epicentro del terremoto 2016)

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