Il “piano Mattei”, molto più che un’idea

L’Italia come hub di energia per tutta l’Ue, fino a 60 miliardi di metri cubi di gas, per affrancarsi (entro due anni) dall’energia di Mosca. E’ il “piano Mattei”, una partita che la premier Giorgia Meloni vuole vincere (anche riguardo a energie rinnovabili e idrogeno) e che ha già diversi alleati europei, Germania, Austria e Ungheria in primis. E’ partita per Algeri con l’amministratore dell’Eni, Claudio Descalzi e il presidente di Confindustria, Carlo Bonomi (la squadra al completo, insomma, per sottolineare l’importanza degli incontri) per i colloqui con i massimi responsabili di un Paese che nel primo semestre dell’anno scorso è diventato il primo fornitore di gas naturale dell’Italia.

Il fine non è solo energetico, ma anche quello di creare “uno spazio di stabilità e di prosperità condivisa” che permette così di dare, nel medio periodo, una soluzione strutturale al problema migratorio. Giorgia Meloni è stata accolta in aeroporto dal primo ministro algerino Aimen Benabderrahmane, oggi l’omaggio a Enrico Mattei nei giardini intitolati al fondatore dell’Eni, inaugurati nello scorso novembre dal Presidente Mattarella.

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