Lega a Congresso, una sfida tra Lucentini e Carloni tra luci ed ombre 

(articolo di Antonio Borghese) – A Macerata, la vittoria al Congresso della Lega di Aldo Alessandrini, contro Claudio Carbonari ha puntato i riflettori sulle dinamiche interne del partito. La Lega, infatti, si avvia, tra mille incognite, al Congresso che, presumibilmente a giugno, eleggerà il nuovo segretario regionale. 

Favorito alla corsa della prestigiosa carica risulta essere l’onorevole Carloni forte di una rete di consensi e di un ampio pacchetto di voti, soprattutto nella zona del pesarese. 

Unico contendente di Carloni, visto il disinteressamento della Latini, sembrerebbe essere Mauro Lucentini per il quale, però, la strada è tutta in salita. Primo per la mancata elezione al Senato, secondo perchè i suoi rapporti con il sud delle Marche, per varie ragioni, si sono nel tempo via via sfilacciati. 

A sostegno della sua candidatura giocherebbe, però, un fattore importante se non decisivo: l’appoggio dell’attuale dirigenza. Oltre a favorire il riavvicinamento tra lo stesso ed il resto del territorio, operazione resa facile dal timore che una leadership pesarese indebolirebbe il partito nel resto della regione, il fatto che comprensibilmente, Marchetti (nella foto di copertina) preferirebbe lasciare il posto a quello che fino a ieri è stato il suo uomo di fiducia nelle Marche.

Soprattutto perchè voci romane dicono che Marchetti  riceverà il super incarico di sovrintendere a ben 4 regioni: Marche, Umbria, Toscana e Lazio cioè il collegio dell’Italia centrale per le prossime europee. 

A ciò deve aggiungersi, che l’elezione di Marchetti al parlamento europeo, per effetto domino, libererebbe degli spazi sufficienti ad accontentare entrambi i contendenti con buona pace di tutti. 

Una pace che potrebbe però essere turbata dal risultato delle imminenti elezioni regionali lombarde: se i sondaggi fossero confermati si assisterebbe, cioè, allo sfondamento di Fratelli d’Italia anche in quelle che storicamente sono roccaforti della Lega. Tanto che la già traballante leadership salviniana ne risulterebbe irrimediabilmente indebolita con ovvie ripercussioni anche in periferia. Non a caso voci romane che in passato, sebbene mai confermate, hanno coinvolto lo stesso Marchetti, paventano l’imminente fuggi fuggi generale. 

In ultimo è bene tenere a mente l’elezione maceratese dove sebben di un solo voto la mozione appoggiata dalla dirigenza è stata sconfitta consegnando così l’immagine di un partito spaccato che a Civitanova, impegnato a ridefinire i propri spazi interni, non andrà al congresso. 

Nel frattempo Fratelli d’Italia…

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