Qualcuno ci spieghi. Napoli messa a ferro e fuoco dagli hooligans tedeschi. Ma per le colpe è il solito scaricabarile

​Sono arrivati in Italia come turisti di un Paese Ue e quindi non potevano essere fermati, nonostante il divieto di vendita di biglietti a chi risiede a Francoforte. La giustificazione suona un po’ debole, stavolta. Seicento bestie tedesche (600, non seimila, con l’aiutino degli hooligans dell’Atalanta) hanno devastato Napoli e Piazza del Gesù ieri pomeriggio, bloccando la città e impegnando migliaia di poliziotti a contenere le loro sfuriate.

L’acerrima rivalità con i tifosi del Napoli (si giocava l’ottavo di finale della Champions League tra partenopei e tedeschi) è stata la causa scatenante. E nonostante i divieti, i disordini sono continuati a lungo. “Merito” anche del Tar della Campania che prima non ha vietato l’ingresso e poi ha di fatto cambiato decisione. Ma certo è inconcepibile che un’intera città rimanga sotto scacco di poche centinaia di facinorosi (auto incendiate, anche della Polizia, sassi e addirittura una pistola, ritrovata dopo gli scontri dalle forze dell’ordine).

L’immagine dell’Italia ne esce a pezzi. Ha forse ragione la Lega che chiede, a questo punto, i danni alla Germania per a violenza fuori controllo dei suoi concittadini. Ma stavolta in molti danno ragione anche a Carlo Calenda, leader di Azione, che usa parole piuttosto forti: “Quando ti serve un Ministro degli interni equilibrato trovi un ‘questurino’, quando ti serve un Ministro ‘questurino’ trovi il nulla. Altro che legge e ordine”​. Non è possibile che un cittadino passi rischi come questi, bambini compresi come da testimonianze, per l’azione di qualche hooligan senza cervello.

Qualcuno ci dia spiegazioni, magari il Comitato di ordine e sicurezza pubblica che si riunisce oggi. Ma sia chiaro. “Le scene di devastazione del centro storico della città sono inaccettabili. Napoli e i napoletani non meritano di subire i gravi danni materiali, morali e di immagine che questa follia ha determinato” ​ha ​commenta​to il sindaco di Napoli​, ​​Gaetano Manfredi.

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