“Oggi ci siamo vestiti uguali”

Anche al Governo hanno scoperto l’armocromia. Dopo le polemiche seguite alla “rivelazioni” di Elly Schlein (frequenta, a pagamento, una specialista che le consiglia i colori da indossare), l’argomento sembrava essere finito in soffitta. E invece ieri la premier Giorgia Meloni, nella sua visita a Papa Francesco all’Auditorium della Conciliazione, con un tailleur bianco ha riaperto la partita.

Va bene che l’argomento erano gli “Stati generali della Natalità”, tema che indicherebbe già un dress code, ma possibile, fanno notare alcuni commentatori e non solo di moda, che non avesse altro da mettersi? Bianco su bianco, inutile scomodare gli esperti, non è proprio una scelta glamour. E neppure appropriata, almeno a sentire le parole del Pontefice: “Oggi ci siamo vestiti uguali”. Un commento scherzoso, ma non ci giureremmo.

Il protocollo dice che “il privilegio del bianco” ce l’ha sempre il Papa – a meno che non si siano ribaltate le gerarchie – e solo regine o consorti dei re possono vestirsi con abiti dai colori simili. D’accordo che non era un’udienza papale, in cui gli obblighi sono strettissimi, ma rimarrà per sempre un mistero la ragione per cui la premier non si sia vestita di nero (e magari a capo coperto, come imporrebbe il protocollo). O forse no.

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