Aiuti di Stato (solo ai ricchi)

Il povero ex premier Draghi, che infatti se n’è andato, aveva resistito alle pressioni. Ma quella che sembra una priorità per qualcuno, in questo caso il numero 2 del Governo Matteo Salvini, quella di superare il tetto dei 240mila euro per gli stipendi dei manager pubblici, riaffiora sempre sottotraccia. Domani, a meno di ribaltoni, il decreto verrà approvato dal Consiglio dei Ministri per la società Stretto di Messina, quella del Ponte caro al leghista.

Insomma, un decreto si fa per i già ricchi (e il presidente della Repubblica Mattarella ha già ammonito dall’uso scriteriato dei decreti che mortifica il Parlamento), ma assolutamente no per chi non ha neanche da mangiare (vedi la questione del salario minimo). La solerzia vale dunque solo in alcuni casi. “Per Salvini la priorità non sono le infrastrutture o lo sviluppo della Sicilia, ma distribuire regalie ai suoi amici” ha commentato Riccardo Magi, segretario di +Europa che parla anche di “mangiatoia per patrioti”.

Il vicecapogruppo M5s alla Camera, Agostino Santillo, ci va giù duro: “Reddito di cittadinanza no, aiuti alle famiglie contro il caro-vita no, sostegni contro il caro-mutui  nemmeno, interventi per attenuare il costo della benzina neanche a parlarne. Questa destra gli unici favori li fa ai soliti noti e a chi ha già. Oltretutto questa scelta conferma che a Salvini delle infrastrutture del Sud non importa nulla. Nemmeno dell’inutile e farsesco ponte sullo Stretto. Al ministro interessa solo l’affare Ponte, con tutte le sue spartizioni e prebende varie. Uno scempio, messo in piedi sulla pelle dei cittadini e con i loro soldi”.

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