Tutti fraintesi. Da Giambruno alla Donazzan

Ma com’è che non riusciamo a capire il senso delle loro parole? E’ colpa nostra che siamo distratti? O forse non vogliamo capire e così ce lo spiegano loro? L’incredibile serie di gaffe di esponenti del Governo o vicini ad esso ha raggiunto ormai un numero tale che l’unica spiegazione plausibile è quella che ci viene propinata il giorno dopo: “Siamo stati fraintesi”.

E così apprendiamo che il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida in quel suo “I poveri mangiano meglio dei ricchi” (https://www.22periodico.it/2023/08/25/i-poveri-mangiano-meglio-dei-ricchi/) in realtà stava affermando il contrario, che Andrea Giambruno, compagno della premier e giornalista di Mediaset, con quel suo “se eviti di ubriacarti e di perdere i sensi, magari eviti anche di incorrere in determinate problematiche perché poi il lupo lo trovi” riferito alle violenze sulle donne era il realtà un generico “occhi aperti e testa sulle spalle” (il copyright è della stessa Meloni), che Elena Donazzan di Fratelli d’Italia, già assessore regionale in Veneto, con quel suo, detto alla polizia penitenziaria, “non esistono regole d’ingaggio chiare in assoluto, quando abbiamo a che fare con la peggiore umanità. Perché voi non avete a che fare con le signorine” in verità non stava insultando i carcerati.

Insomma, ci siamo sbagliati noi. C’eravamo già sbagliati quando la Donazzan sottolineava che “purtroppo” nella campagna di Russia “nel mese di dicembre i russi dilagano accerchiando le divisioni posizionate più ad est”. Purtroppo. Eravamo distratti quando il ministro dell’Agricoltura sentenziò: “Non possiamo arrenderci all’idea della sostituzione etnica”. E così via, quella delle gaffe deve essere una tattica per fare sondaggi sulle reazioni degli Italiani.

Sarebbe anche ora di dire una piccola verità: le frasi pronunciate non sono gaffes. Sono l’esatta immagine di una certa ignoranza, soprattutto culturale ed etica, diffusa un po’ ovunque. La grande verità è invece un’altra: che se fossero stati altri a dire le stesse cose sarebbero stati cacciati in un nanosecondo, se non fossero stati il cognato e il compagno della premier o un’autorevole esponente di Fratelli d’Italia. Alla faccia del merito.

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