Anche se fa i complimenti a Giorgia (che sui migranti “sta facendo miracoli”) e ne spara una delle sue (“Non escludo di usare la Marina militare”, magari per cannoneggiarli), insomma una di quelle che dice oggi e di cui si dimentica nelle ore successive, Matteo Salvini userà gli sbarchi (“Una dichiarazione di guerra all’Italia” nel suo linguaggio da cinegiornale Luce) per spostare il suo partito più a destra e fregare qualche voto a Fratelli d’Italia.

Certo è che più a destra di così non può andare, dopo aver giurato eterna amicizia ai tedeschi dell’AfD, partito a cui fieramente appartengono svariati neonazisti, e dopo aver chiamato come nuova presentatrice del Festival di Pontida niente popò di meno che “l’ultrademocratica” Marine Le Pen. 

Salvini vuole soltanto recuperare voti. Spingersi ancora più a destra (quello spazio oggi occupato da intellettuali come il generale Vannacci, che infatti si è fatto subito amico) è una necessità perchè di consensi ne ha pochini. Vuole insomma salvarsi la pelle anche di fronte a fallimenti che non nomina, come la promessa di limitare gli sbarchi (che sono cresciuti in maniera esponenziale, fino a 127mila quest’anno). Tempo fa voleva le dimissioni dell’allora ministra Luciana Lamorgese: per le stesse ragioni di oggi. La Storia è circolare e non sopporta gli smemorati.

Il leader della Lega è il vero granchio blu della politica italiana. Importato da altri habitat (cominciò come comunista padano, la traiettoria per diventare famoso è stata piuttosto lunga e tormentata), vuole cannibalizzare il mare della destra, allo stesso modo dei nuovi abitanti dei nostri mari, e spera di riuscirci. L’Europa per lui è sempre “assente, lontana, distratta, ignorante e sorda”. Quando serve. Su altre questioni, tipo consegnare la politica estera a Washington come abbiamo fatto, è più cauto, anche se oggi la Le Pen (che i fondi da Mosca li ha presi) gli ricorderà che l’amica Russia sempre lì ad aspettare.

Ma contraddirsi, o non sapere, è la cifra politica del Nostro. Critica la Germania sugli sbarchi senza sapere che proprio i tedeschi sono quelli che hanno il maggior numero di domande d’asilo, seguiti da spagnoli e francesi. Fa finta di non conoscere le tendenze antidemocratiche dei suoi partner europei. E in questo gioco delle parti tra Matteo che chiama la Le Pen e Giorgia che va da Orban, a rimetterci sarà il nostro Paese, la cui politica estera è, per usare un eufemismo e anche e soprattutto in tema di sbarchi, un pochino confusa.

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