Erdogan in Germania vuole dare solo “lezioni”

​La seconda “lezione” alla Germania arriva in serata, quando Vincenzo Montella, selezionatore della nazionale turca, vince contro la Mannschaft a casa loro. La prima era stata quella del presidente Recep Tayyip Erdogan​, giunto da Ankara per ribadire le sue posizioni a favore di Hamas, per lui un “movimento di liberazione”.

L’attacco a Israele è continuato di fronte a uno sbigottito Olaf Scholz. ​”Hanno ucciso a Gaza 13mila persone. Bombardare ospedali o uccidere bambini non è nella Torah. Non si può fare​” ha urlato Erdogan sapendo di andare a colpire il senso di colpa collettivo per la Shoah che hanno i tedeschi. La Germania è tutta per gli ebrei, dopo l’attacco di Hamas di ottobre hanno illuminato la Porta di Brandeburgo con il bianco e azzurro della bandiera israeliana scrivendoci sopra: “Mai più è adesso”.

E’ una guerra, quella di queste settimane nella Striscia, che tocca le corde più sensibili dell’animo dei tedeschi. E Erdogan ci ha messo il carico: “La guerra israelo-palestinese non dovrebbe essere valutata con una psicologia del debito. Parlo liberamente perché non dobbiamo nulla a Israele​”, ricevendo la risposta secca da parte del cancelliere Scholz: “Non è un segreto che abbiamo, in parte, opinioni molto diverse sul conflitto in corso​… L’attacco di Hamas significa che Israele deve proteggersi e deve essere in grado di difendersi​”.

Ma Erdogan non stava a Berlino solo per risolvere le controversie sui rifugiati, motivo ufficiale dell’incontro, ma anche rivolgersi ai tre milioni di turchi che vivono in Germania (nelle ultime elezioni lo hanno votato in massa al 67%), una parte dei quali è radicalizzata.

Dieci anni fa, in un’analoga visita, Erdogan aveva detto: “Siete parte della Germania, ma anche della Grande Turchia​. Integratevi nella società tedesca, ma non assimilatevi. Nessuno ha il diritto di privarci della nostra cultura e della nostra identità​”. Identità islamica. Il presidente turco ha scelto la strada più difficile per tutti.

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