Mostre, la star di quest’anno è Van Gogh. Ma anche Impressionismo e Picasso

Una protagonista, tra le mostre in Italia e all’estero di quest’anno, c’è già: l’imperdibile “Van Gogh, poets and lovers” pensata dalla National Gallery londinese per festeggiare i cento anni di quando furono acquistati i quadri di Van Gogh “La sedia” e i “Girasoli”.

Del pittore olandese si occuperà anche il Museo Revoltella di Trieste dal 22 febbraio con una selezione di opere provenienti dal Kröller-Müller Museum di Otterlo ed esposti dal Mudec di Milano fino a gennaio. Capolavori come gli studi di teste e figure per “I mangiatori di patate”, e i disegni di cucitrici e spigolatrici della fase olandese; “Moulin de la Galette”, “Autoritratto”, “l’Interno di un ristorante”, “Natura morta con statuetta e libri”, degli anni parigini (1886-87); “Frutteto circondato da cipressi”, “Veduta di Saintes-Marie-de-la-Mer”, “La vigna verde”, “Ritratto di Joseph-Michel Ginoux” del periodo di Arles (1888-89); “Paesaggio con covoni e luna che sorge”, “Covone sotto un cielo nuvoloso”, “Pini nel giardino dell’ospedale”, “Uliveto con due raccoglitori di olive”, “Tronchi d’albero nel verde”, “Il burrone”, dipinti durante il suo internamento all’ospedale di Saint-Rémy (1889-90).

Una rilettura delle opere di Van Gogh che mette in particolare evidenza il rapporto fra la visione pittorica e la profondità della dimensione culturale dell’artista, attraverso lo sviluppo di due temi di grande rilievo: da un lato quello del suo appassionato interesse per i libri, e dall’altro la fascinazione per il Giappone alimentata dall’amore per le stampe giapponesi, collezionate in gran numero.

Nelle sale le opere provenienti dal Museo Kröller-Müller vengono presentate in dialogo con il primo fil rouge della mostra, ovvero con una accurata selezione di oltre trenta edizioni originali di libri e riviste d’arte, provenienti dalla collezione della curatrice e dalla Biblioteca Malatestiana, disseminati in vetrine a tema lungo tutto il percorso di mostra. La curatela della mostra è affidata allo storico dell’arte Professor Francesco Poli, a Mariella Guzzoni, ricercatrice e curatrice di “Van Gogh: vivere con i libri”, che si articola lungo tutta la mostra e Aurora Canepari, conservatore responsabile del Museo d’Arte Orientale Edoardo Chiossone di Genova, curatrice della sezione “Van Gogh e il Giapponismo”.

Sempre dal 22 febbraio al Mudec di Milano “Picasso, la metamorfosi della figura”, a cura di Malén Gual e Ricardo Ostalé. La mostra si compone di un nucleo di dipinti, disegni e sculture di Picasso provenienti dai maggiori musei europei dedicati all’artista. Nel percorso espositivo queste opere saranno messe in dialogo con manufatti di arte africana, con prestiti dalla collezione Pigozzi di Ginevra, e non solo. Il percorso espositivo intende approfondire in primo luogo il dialogo tra Picasso e le fonti culturali che lo influenzano sin dagli inizi della sua carriera con un focus sullo studio per Les Demoiselles d’Avignon. La mostra indaga anche il concetto di metamorfosi della figura che accompagna tutta la sua produzione artistica e termina con una sezione dedicata all’eredità di Picasso attraverso un focus sugli artisti africani che oggi si ispirano alle opere del grande pittore del Novecento.

Dal 22 settembre apre l’importante retrospettiva dedicata al pittore spagnolo a Palazzo Reale, realizzata in collaborazione con il Museo Picasso di Parigi: ottanta opere tra dipinti, sculture, ceramiche, disegni, collage, stampe, fotografie, video e documenti, “Picasso, lo straniero” vuole indagare ed approfondire tematiche sociali molto care al pittore (nato a Malaga in Spagna, non ottenne mai la cittadinanza francese, a parte quella onoraria per meriti artistici nel 1948) come l’accoglienza e l’immigrazione. Anche a causa della propria difficoltà linguistica, verrà considerato per tutta la vita come uno straniero e sospettato di essere anarchico, venne rifiutato dall’accademia di Belle Arti per la sua arte troppo avanguardistica e trasgressiva.

A Catania antologica su Mirò e “La gioia del colore” curata dal critico d’arte Achille Bonito Oliva. Dal 20 gennaio nel Palazzo della Cultura saranno esposte ottanta opere tra dipinti, tempere, acquerelli, disegni, sculture e ceramiche, libri e fotografie a documentare tutto il suo percorso creativo.

Quest’anno si festeggiano i 150 anni della nascita dell’Impressionismo, prendendo come riferimento la prima mostra organizzata dal gruppo. Renderanno omaggio al movimento culturale la retrospettiva a Palazzo Reale fra marzo e maggio sul “dialogo” tra le opere di Paul Cézanne e quelle di Pierre-Auguste Renoir e la parigina al Musée d’Orsay di Parigi (dal 26 marzo) con 130 opere di Monet, Renoir, Degas, Morisot, Pissarro, Sisley e Cézanne. Dal 23 febbraio Palazzo Roverella a Rovigo espone 60 opere impressioniste.

Alla Bourse de Commerce di Parigi dal 9 ottobre si parlerà di Arte Povera attraverso opere di Giovanni Anselmo, Alighiero Boetti, Pier Paolo Calzolari, Luciano Fabro, Jannis Kounellis, Mario et Marisa Merz, Giulio Paolini, Pino Pascali, Giuseppe Penone, Michelangelo Pistoletto, Emilio Prini et Gilberto Zorio. Venezia celebrerà quest’anno i sessant’anni della Biennale con “Stranieri Ovunque-Foreigners Everywhere”.

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