“Partecipare agli investimenti europei per le nuove centrali nucleari”. L’AIN indica la via per avere presto energia “nuova” a costi accessibili

“Nucleare e rinnovabili rappresentano le fonti che, nel futuro, meglio potranno integrarsi per assicurare un sistema europeo sostenibile, resiliente e che garantisca approvvigionamenti sicuri, indipendenza e ottimizzazione della rete. Il nucleare è già oggi, in Europa, la prima fonte non carbonica nel mix elettrico dell’Unione”. Nell’audizione innanzi alle Commissioni parlamentari relative a Ambiente, territorio e lavori pubblici e Attività produttive, commercio e turismo, l’Associazione Italiana Nucleare (AIN) ha fornito un quadro esatto di come gestire l’emergenza energica, al di fuori del sacrosanto principio di sganciare i prezzi dell’elttricità da quelli del gas di importazione.

“Gli investimenti nel nucleare vanno considerati un’opportuna scelta europea. L’Italia, che importa energia nucleare per il 14% del suo fabbisogno, deve sostenere la decisione europea di ammettere il gas e il nucleare nella tassonomia delle fonti sostenibili”. La proposta dell’AIN: “Partecipare direttamente agli investimenti europei in nuove centrali nucleari. La tassonomia, in questo, aiuta. Pensiamo a consorzi di utilizzatori, o a iniziative di utilities italiane e a filiere industriali nazionali che partecipino alla costruzione delle future centrali europee. Il modello è l’accordo Enel-Edf, abortito dopo il referendum del 2011, sulla costruzione della centrale di Flamanville, in Francia. In cambio della partecipazione alla nuova centrale, l’Enel poteva, da subito, ritirare energia a prezzo di produzione da altre centrali operative dell’EDF. Il beneficio sarebbe stato immediato”.

E questa partecipazione è possibile non solo in riferimento “alla fusione nucleare (dove disponiamo di una filiera, industriale e di ricerca, di valore internazionale) ma anche al sicuro e nuovo nucleare da fissione (terza generazione avanzata; small reactors e quarta generazione); con il recupero del mancato inserimento del nucleare nel PNRR inserendo la ricerca nucleare nel sistema ordinario della ricerca e delle leggi di innovazione (al pari della scelta che il decreto energia indica per l’automotive) e il sostegno (l’esempio è la legge che consentì all’Italia di costruire la terza industria aerospaziale europea) alle imprese italiane che scelgono di partecipare alle iniziative internazionali nelle nuove tecnologie nucleari e in tutte quelle della transizione energetica, attraverso la ricerca, la manifattura o l’ingegneria”. La proposta dell’AIN si conclude con l’invito alla “realizzazione, finalmente, del Deposito Nazionale dei rifiuti nucleari”. 

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