E’ rottura tra Ue e Ungheria

La Unione Europea passa all’attacco, approva un testo che non richiede l’unanimità (è il caso del “chiaro rischio di grave violazione dei valori Ue”, in Italia Lega e Fratelli d’Italia hanno votato contro) e bolla l’Ungheria come “minaccia sistemica” ai valori fondanti. Un metodo per tagliare parte dei fondi, ma certo molto ci sarà da parlare su un atacco senza precedenti.

“Regime ibrido di autocrazia elettorale” viene definito il Paese, ovvero si riconosce che il sistema è costituzionale (gli ungheresi insomma eleggono democraticamente il Governo che hanno) ma “manca il rispetto di norme e standard democratici”. Uno strano modo di “fare guerra” all’Ungheria per attivare le misure contenute nell’articolo 7 dei Trattati. Un’ingerenza? Un tentativo di ritornare a un tavolo per trattare?

Non sembra dalle parole della relatrice verde Gwendoline Delbos-Corfield: “L’Ungheria non è una democrazia… Lo Stato di diritto sta arretrando nel Paese”. In 133 deputati Ue non sono stati d’accordo. E si pone ora il problema, tuttora irrisolto in Europa, se un’autorità sovranazionale può condizionare la politica di uno Stato sovrano.

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