Budapest risponde a Bruxelles punto per punto. Ora attende l’ok Ue per i fondi bloccati

Saranno sufficienti le rassicurazioni riguardo a quanto ha chiesto l’Unione Europea riguardo allo Stato di diritto? L’Ungheria saprà convincere l’Ue su indipendenza del potere giudiziario e corruzione? Lo si saprà a fine mese: valutazione finale della Commissione e giudizio senza appello del Consiglio dei ministri delle finanze. “Ballano” infatti 7,5 miliardi di euro dei fondi di coesione e 5,8 miliardi per il recupero post-pandemia. Tanti soldi, che servirebbero come il pane a Budapest, con un’economia appesantita da un’inflazione intorno al 20%.

Per convincere Bruxelles, l’Ungheria ha buone carte da giocare, in primis la questione Ucraina. Il Governo ha già fatto sapere che è contrario a un prestito congiunto degli Stati membri Ue per aiutare il Paese in guerra. “Possiamo dare 150-170 milioni di euro solo con un accordo bilaterale. Gli Stati membri dell’Ue dovrebbero decidere quanto denaro vogliono donare per sostenere le attività dell’Ucraina e distribuirlo tra di loro in modo equo e proporzionato” ha sottolineato l’esecutivo ungherese. 

Il ministro ungherese dello Sviluppo, Tibor Navracsics, dal canto suo ha detto: “Speriamo che la Commissione europea si concentri sui fatti e non sulle opinioni politiche”. La solita questione, ma che stavolta si risolverà, credono gli analisti, al meglio. Anche se l’avversione di alcuni deputati europei all’operato di Viktor Orbán è noto: “Ursula von der Leyen sarà personalmente responsabile di aver trasformato l’Ungheria in una palude di corruzione” ha dichiarato senza mezzi termini e con un certo risentimento Moritz Körner (Renew Europe).

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