San Severino riceve la Medaglia d’Oro al Merito Civile, un riconoscimento alla storia della città e ai suoi valori democratici di libertà e solidarietà

L’ “aureo simbolo”, la Medaglia d’Oro al Merito Civile è da ieri sul gonfalone della città, posto dal Prefetto di Macerata, sua eccellenza Flavio Ferdani. Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha voluto premiare la città: “Durante il periodo bellico – si legge nella motivazione di conferimento della medaglia – partecipò alla lotta partigiana, ospitando e sfamando centinaia di sfollati. Fu teatro di uccisioni, di numerose fucilazioni e di rastrellamenti ad opera delle truppe tedesche e a danno della popolazione. Esempio di estremo sacrificio e di virtù civiche. 1943/1945 – San Severino Marche”.

Accanto al Prefetto, in una cerimonia solenne ospitata al teatro Feronia, il sindaco della Città, Rosa Piermattei, che ha voluto vicino a  sé anche il baby sindaco del Consiglio dei ragazzi, Marta di Gaetano. Sul palco i testimoni di quegli anni in cui San Severino Marche diede un pesante contributo, anche in termini di  vite umane: il rabbino capo della comunità ebraica di Roma, Riccardo Di Segni, i fratelli Elio e Frida, il cardinale Edoardo Menichelli.

Già cittadini onorari di San Severino dal 2011, i Di Segni sono la memoria viva di quei tempi e delle imprese del loro capostipite, il dottor Mosè Di Segni, medico pediatra partigiano che fu protagonista della lotta di Liberazione nel territorio settempedano nelle fila del Battaglione Mario. Grazie a lui, e alle sue cure, molte persone ebbero salva la vita. Quando con la sua famiglia arrivò in città trovò ospitalità nella piccola località di Serripola dove a giocare con loro, e i ragazzini del posto, c’era anche il piccolo Edoardo Menichelli che, cresciuto, sarebbe divenuto poi l’arcivescovo di Ancona – Osimo, oggi emerito.

Monsignor Menichelli sul palco del Feronia ha voluto mostrare la foto di tre bambini intenti a passare un momento insieme. L’immagine ritrae lui con i fratelli Frida ed Elio Di Segni. “Eravamo come un’unica famiglia perché chi trovò rifugio qui a San Severino Marche si trovò a vivere come nella propria famiglia e nella propria casa” – ha detto ricordando, con viva commozione, quelli che furono però i divieti, le paure, le ansie e le angosce di quelle lunghissime giornate.

“E’ stato detto che i popoli che non hanno memoria del loro passato non sono padroni del loro futuro e questo è vero – le parole del primo cittadino – Nella motivazione c’è il nostro passato ma anche la premessa di una riflessione quotidiana su quello che è il nostro presente e su quello che dovrà essere il nostro avvenire. San Severino Marche ha assunto un ruolo di primaria importanza nella lotta di Liberazione  per gli scontri che vi ebbero più volte luogo e per il sangue versato dai suoi figli… Questa medaglia ci ricorda che di fronte a chi propagandava e imponeva razzismo e guerra, i settempedani scelsero la via dell’accoglienza e della pace. E’ un messaggio che dovremo tenere a mente, lo dico rivolgendomi in particolare alle giovani generazioni, per il futuro. Mai come in quel momento storico, cui questa onorificenza si richiama, e che va sempre considerato come un passato recente della nostra storia, e neanche questo dobbiamo dimenticarlo, i nostri concittadini seppero farsi valere. Lo fecero, come ci ricorda chi quella pagina ha voluto ricostruire in questi anni, con la genuinità dei sentimenti, con il senso di solidarietà e di donazione, con lo spirito di sacrificio e di generoso altruismo che oggi vedono giustamente riconoscere alla nostra comunità la consegna di questa medaglia”.

“Questa celebrazione la vorremo lasciare in particolare a voi giovani – ha continuato il sindaco – Siamo qui solo come testimoni dell’impegno profuso da altri per la conquista della libertà che rimane, ancora oggi, il bene supremo, consacrato dalla Costituzione della Repubblica Italiana, della nostra Nazione. Parlo di quella libertà che dà un senso alle nostre vite e a quelle che hanno versato il proprio sangue per ottenerla, della libertà in cui tutti noi ci riconosciamo e che tutti noi unisce… Oggi occorre anche impegnarsi per sconfiggere le disuguaglianze dei diritti. La nostra storia ci ricorda che non vi erano differenze, che tutti, seppure con un colore diverso della pelle, si impegnarono per donarci la libertà che oggi abbiamo”.

Il sindaco Piermattei ha poi voluto dedicare la giornata al partigiano Bruno Taborro, per lunghi anni alla guida della sezione Anpi “Cap. Salvatore Valerio”, che è stato ricordato con un minuto di silenzio. Il prossimo anno sono previste celebrazioni per la Medaglia d’Oro: in occasione della data del primo luglio, rievocando i martirio dei tanti che persero la vita negli eccidi di Chigiano e Valdiola, nelle scuole, con uscite nei luoghi della Resistenza e sui sentieri della memoria.

Presenti alla consegna numerose personalità. A rappresentare  il Governo nazionale l’onorevole Irene Manzi e il senatore Guido Castelli. In prima fila anche il consigliere regionale Renzo Marinelli, il presidente della Provincia di Macerata e sindaco della città capoluogo, Sandro Parcaroli, tantissimi sindaci del territorio con la fascia tricolore al petto, i rappresentanti delle Anpi di quasi tutta la regione Marche, il coordinatore nazionale delle Anci regionali, Marcello Bedeschi, assessori e consiglieri comunali della Città di San Severino Marche, il Questore di Macerata, i comandanti provinciali dell’Arma dei Carabinieri, della Guardia di Finanza, dei Carabinieri Forestali, dei Vigili del Fuoco, il comandante della Capitaneria di Porto di Civitanova Marche, il comandante della Compagnia Carabinieri di Tolentino, quello della locale stazione dell’Arma, il comandante e il vice comandante della Polizia Locale, i rappresentanti dell’Associazione Nazionale dell’Associazione Combattenti e Reduci, dell’Associazione Nazionale Carabinieri, dell’Associazione Nazionale Granatieri, dell’Associazione Arma di Cavalleria, i volontari della Protezione Civile e della Croce Rossa Italiana, quelli dell’Avis e di altre associazioni settempedane.

Presente anche Donella Bellabarba, attuale presidente dell’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia di San Severino Marche, che ha tenuto un sentito e partecipato intervento: “Con questa medaglia d’oro al valore civile, oggi la Repubblica parlamentare, democratica, liberale, antifascista riconosce alla popolazione di San Severino Marche, che non è rimasta indifferente, di aver contribuito fattivamente alla sua realizzazione e alla formulazione della sua Costituzione, i cui articoli sanciscono diritti e doveri ispirati ai valori praticati e vissuti nel ‘43/44 dai settempedani e dai contadini di tutto il territorio del San Vicino: solidarietà, accoglienza, dialogo, diversità come risorsa e non come barriera, rispettosa convivenza tra diversi per lingua, religione, nazionalità pur in tempo e in condizione di guerra, amore per la pace e la libertà, rifiuto della dittatura fascista”.

Share:

Facebook
Twitter
Pinterest
LinkedIn
On Key

Related Posts

Nell’olimpo della Dea

(articolo di Giovanni Rodolfi) – Quanti anni sono passati dalla partita contro il Malines. Quante cose sono cambiate. Quanti tifosi sono passati. Di fatto c’è