Chiude il Wiener Zeitung (ma rimane online), il quotidiano che per tre secoli ci ha raccontato l’Austria

Dopo tre secoli e 19 anni, la Wiener Zeitung, di cui lo Stato austriaco è azionista unico, chiude l’edizione cartacea. Resteranno un notiziario online e un mensile, dopo che sono stati vietati al quotidiano, sempre punto di riferimento per bandi e annunci, le pubblicità a pagamento di fallimenti, costituzioni e scioglimenti di società.

Nato durante il regno di Leopoldo I d’Asburgo, il Wiener Zeitung si è distinto per la sua indipendenza: dai questori mandati in redazione da Metternich a controllare agli articoli su Brecht durante gli anni della dittatura. Forti le proteste dei lettori, che non vogliono vedere scomparire una tradizione così autorevole. Anche in consiglio comunale a Vienna si è scatenata una bagarre in difesa del giornale, ma invano.

“Senza contributi pubblici chiuderebbero immediatamente tutti i media” scrivono oggi i suoi giornalisti, benchè 24mila copie giornaliere siano il segno di un declino irreversibile, come avviene ovunque nel mondo della stampa. Il Wiener continuerà online nonostante i tagli (che hanno interessato amche la tv ORF).

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