Sostenibilità, in Perù reti “acchiappanuvole” per convertire la nebbia in acqua potabile

La storia è stata raccontata dal fotografo italiano Alessandro Cinque che per la bellezza delle sue immagini ha vinto il premio mondiale di fotografia patrocinato dalla Sony. Per far fronte alla carenza idrica di Lima l’ingegnere Abel Cruz Gutiérrez si è inventato reti “acchiappanuvole” installate lungo le pendici delle montagne per convertire la garúa, la nebbia stagionale della capitale in acqua (duecento litri al giorno).

Negli ultimi anni, la migrazione dal Perù rurale a Lima è aumentata in modo significativo, ma le persone che riescono a stabilirsi in città sono in genere molto povere e il loro problema più grande è la mancanza di acqua. Illuse dal mito del capitalismo e del neoliberismo, rinunciano alla vita delle Ande fatta di natura. Una soluzione che dà loro speranza sono le reti antinebbia” ha raccontato Cinque in un’intervista al Corriere della Sera.

“Stavo lavorando a un’altra commissione nei quartieri poveri di Lima e ho notato sulle colline delle strane reti verdi. Ho chiesto cosa fossero e ho scoperto che i locali le costruiscono per catturare le nuvole e raccogliere l’acqua. Ho avuto poi la fortuna di conoscere il fondatore del progetto, Cruz, che ha iniziato a lavorarci più di venti anni fa, quando ha lasciato la sua regione natale di Cusco ed è venuto a Lima per vivere in un insediamento dove l’acqua era un lusso. In questi insediamenti, conosciuti come invasión, le persone vivono illegalmente e sono costrette dalla mancanza di infrastrutture a dover acquistare l’acqua dalle grandi aziende”.

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