Tutto Kertész a Torino. Dall’Ungheria a Parigi al Nuovo Mondo

Fino al 4 febbraio Camera (Centro Italiano di Fotografia) di Torino ospita l’antologica di uno dei maestri assoluti della fotografia del XX secolo, “André Kertész. L’opera 1912-1982”. La mostra è composta da oltre centocinquanta immagini che ripercorrono l’intera carriera del fotografo di origini ungheresi, nato a Budapest nel 1894, giunto in Francia nel 1925 e trasferitosi infine negli Stati Uniti nel 1936, dove morirà nel 1985.

Dalle prime fotografie amatoriali scattate nel suo paese d’origine e durante gli anni della prima guerra mondiale, alle celebri icone realizzate nella Parigi capitale del mondo culturale degli anni tra Venti e Trenta, i capolavori realizzati nello studio del pittore Piet Mondrian, le scene di strada e infine le “distorsioni” che lo hanno reso una figura di primo piano anche nell’ambito surrealista, l’antologica svela Kertész nelle sue evoluzioni artistiche, dalle immagini europee alle nuove architetture, i nuovi stili di vita, i nuovi panorami cittadini al di là dell’Oceano.

La mostra, curata da Matthieu Rivallin e da Walter Guadagnini, direttore artistico di Camera, celebra anche il sessantesimo anniversario della presenza del fotografo alla Biennale di Venezia: la traccia delle opere in mostra si basa infatti sulla lista manoscritta delle opere esposte in quell’occasione, una curiosità in più che lega il grande maestro al nostro paese.

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