‘Mattei forever’ sold out. A Sant’Elpidio a mare, anteprima per la seconda edizione del libro, Ilari editore, a cura di Cesare Bernabei (alto dirigente UE), Otello Lupacchini (già Procuratore Generale a Catanzaro) e Maurizio Verdenelli (già inviato speciale del ‘Messaggero’ per i Grandi Eventi dell’Italia centrale). Pronubo Giovanni Martinelli, per la stagione degli Aperitivi culturali nell’atelier del Gusto elpidiense, alla Forneria Toto’/Panorama Caffe’ di Paolo Toto’ e Cristina Cassetta (figlia di Walter, leggendario presidente dell’Elpidiense in C che schierò per due stagioni in porta l’eroe dell’Azteca, Ricky Albertosi) il libro sul fondatore e primo presidente dell’Eni ha registrato il ‘tutto esaurito’.

Presenti ex dipendenti dell’ente petrolifero (tra Carlo Labbrozzi, Ivano ed Emanuele Tacconi) ed inoltre pubblico il generale dei CC. Alessandro Gentili, la scrittrice Lidia Appignanesi, l’avv. Francesco Comberiati, il caso Mattei introdotto da un filmato curato da Francesco Sabbatini – un mix tra il docufilm Eni: Petrolio e Potere, ed interviste a testimoni (Pacifico Fattobene) del tempo di Mattei partigiano – è stato a lungo approfondito. Anche alla luce dell’interesse mediatico nato attorno al ‘Piano Mattei’ ora nell’agenda del governo Meloni e che è stato negli ultimi giorni al centro del summit Africa-Europa.

Il Grande Marchigiano che eroicamente fronteggiò le potenze post colonialiste remunerando i Paesi produttori in modo tanto più consistente del precedente, esportando in Africa (e in M.O.) know how, addestrando mano d’opera, è stato al centro di un dibattito intenso, partecipato. “L’attuale drammatico e spesso tragico fenomeno delle migrazioni di massa” ha detto Ivano Tacconi, matelicese “con Mattei non sarebbe mai nato. Lui era il simbolo, il sogno di riscatto. Alla sua morte non aveva più senso restare: lavoravo a Bronte, esacerbato lanciai accuse alla criminalità organizzata e ritornai nelle Marche a fare altro”.

Applaudito pure l’intervento dell’ex dirigente sulle modalità della fine dell’Uomo “che guardava al futuro” sul cielo di Bascapè la sera del 27 ottobre del ’62. ‘Di verità si puo’ morire’ è il sottotitolo del libro che pubblica in esclusiva foto e stralci dei diari finora inediti di Gustavo Bernabei (padre di Cesare) già braccio destro di Mattei, il primo sulla scena finale, nel bosco di Bascapè, quella notte di oltre 61 anni fa quando il ‘sogno di riscatto e progresso’ di tanti italiani fu brutalmente spento.

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