Unitre, ponte di dialogo tra generazioni. La presidente Castagna: “L’amministrazione ha saputo valorizzare ciò che siamo e ci ha aiutati a crescere”

E’ convinzione ormai comune che formare ed educare sia in primo luogo costruire una cultura del dialogo. Se poi questo è confronto tra generazioni, l’operazione può portare a quello che è il fine principale di Unitre: aprirsi alla città – ai territori sociali e culturali che la delimitano – con l’idea di condividere la bellezza del sapere e dello stare insieme. Di questa compenetrazione tra anime di Civitanova  ne parliamo con la presidente dell’Università delle Tre Età, Marisa Castagna.

Auguri per i 30 anni.

Grazie, li faremo il prossimo anno. L’Unitre è una Associazione di promozione socio-culturale, basata sul volontariato con sedi su tutto il territorio nazionale. Nota come Associazione “Università della terza età” oggi Unitre è un vero laboratorio continuo, instancabile, di cultura, esperienza di vita e di attività fisiche, ponte di dialogo fra generazioni passate, presenti e future. Sono tre decenni che cerchiamo di donare forme di sapere, stimolare la curiosità, creare momenti di aggregazione e socializzazione.

L’Unitre è nata  per soddisfare le esigenze delle persone uscite dal ciclo di vita lavorativo nonché stimolare quei giovani che, dopo la scuola d’obbligo, vogliono rinnovarsi, fare esperienze e scoprire nuove opportunità. Abbiamo creato di fatto una comunità culturale e con la fine della pandemia, che ovviamente ci ha rallentato le attività, stiamo riprendendo a tutta velocità con quasi mille ore annuali di sapere condiviso. Le nostre lezioni non sono passive, lo studente è attivo e partecipa: non a caso hanno una lectio e una disputatio.

Chi frequenta questi corsi (di pittura, informatica, lingue, yoga e tanti altri)?

Li chiamerei appassionatamente “curiosi”. Ma col passare del tempo la fascia d’età interessata alle nostre proposte didattiche è significativamente scesa. Ai nostri corsi partecipano anche i giovani. Prima della pandemia – e questo testimonia la nostra interazione con il territorio – 174 ragazzi del Liceo Leonardo da Vinci hanno frequentato incontri settimanali di criminologia e psicologia. 

Ci sono dei momenti collettivi condivisi con tutta la città?

Certo, penso al progetto di alternanze-lavoro con gli studenti del liceo, i più meritevoli delle superiori, che si siederanno a fianco e assisteranno i nostri professori altamente qualificati. Gli incontri culturali, conferenze, gite, alle mostre collettive di pittura, acquarello, disegno, allo spettacolo teatrale dei nostri allievi che portiamo in scena a fine anno Accademico, al concorso Letterario a livello nazionale. Abbiamo anche istituito un Premio letterario. Dietro le quinte c’è un grande lavoro, ho sempre sostenuto che da soli non si costruisce nulla, per questo debbo ringraziare i mie collaboratori che dedicano il loro tempo libero alla Associazione Unitre.

Chi vi supporta?

Siamo volontari, non prendiamo un centesimo. Chi ne ha diritto tra i nostri magnifici docenti, che ringrazio, perchè costretto a degli spostamenti, molto spesso non ci chiede neanche il rimborso spese. Il tempo che noi doniamo a questa Associazione, credo che è un dono che facciamo a noi stessi e la certezza, che le nostre iniziative, in qualche modo vadano ad incidere nella società e nella comunità civitanovese. Un grato riconoscimento all’amministrazione  comunale che per le questioni logistiche e organizzative ci è sempre accanto. Ha saputo valorizzare quello che siamo e ci ha fatto conoscere ed espandere.

E che progetti per il futuro più prossimo?

Sicuramente ampliare la collaborazione con il Terzo Settore, quest’anno abbiamo avviato corsi estivi di pittura, coinvolgendo la Comunità di San Claudio. Inoltre, siamo in una posizione geografica che è strategica e credo che dovremmo sfruttare questo aspetto potenziando il turismo e scambi culturali e tradizioni locali.

Come vive Civitanova?

E’ una città viva, giovane, che si sta sviluppando nella propria dinamicità, non caotica, abbastanza sicura. Può crescere molto, bisogna continuare a valorizzarla e a renderla il più possibile moderna rispettando le tradizioni locali.

(foto di Ciro Lazzarini, per gentile concessione della Associazione Unitre)

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