Sorichetti: “Vivere qui è un privilegio. E la città culturalmente sta crescendo molto”

Nella costruzione di un polo culturale riconoscibile a livello nazionale e internazionale che si è prefissa questa amministrazione, la rassegna “Civitanova all’Opera” è un caposaldo, sia per le grandi tradizioni della città, legate all’immortale voce di Sesto Bruscantini e alle capacità manageriali di Pier Alberto Conti, primo a intuire l’uso attuale dello Sferisterio, sia per le risorse di oggi. Alfredo Sorichetti, direttore artistico della rassegna, è una delle principali.

Qual è il suo disegno “musicale” di Civitanova?

Vedo la città sempre più bella ed elegante e avverto distintamente che si sta andando nella direzione della riqualificazione e del rilancio; negli ultimi anni sono stati fatti passi da gigante al riguardo. Vivere qui è straordinario, non lo dico solo io: il fatto che la città sia presa d’assalto da “forestieri”, in occasione di eventi o semplicemente nella vita quotidiana, lo dimostra.

E lo dice uno che ha viaggiato il mondo dirigendo in oltre venti paesi tra America, Asia ed Europa: a Salisburgo, Vienna e Budapest saranno le sue prossime direzioni. 

Sarò nei prossimi mesi al Mozarteum di Salisburgo oltre che a Vienna e nella meravigliosa Liszt Hall di Budapest; la mia vita mi ha portato a conoscere tante realtà; ora cerco di riportare nella mia terrà l’esperienza fatta.

Come si è giunti alla creazione di “Civitanova all’Opera”?

La rinascita demografica e turistica porta spesso ad una rinascita culturale. La città è sempre più ricettiva; c’è una grande voglia di vivere gli eventi, la bellezza e le emozioni che vi si esprimono. Per questo non potevamo non pensare di proporre a Civitanova una stagione di opera lirica, la forma musicale più sentita ed amata. Non dimentichiamo che l’opera è nata in Italia, che i più grandi compositori d’opera sono italiani e che nel mondo esprimiamo tutt’oggi i migliori direttori d’orchestra e cantanti, degni della grande tradizione. Ecco quindi la volontà di creare per la nostra città una stagione che proponesse artisti di altissimo livello, che poi si possono ascoltare regolarmente nei più grandi teatri italiani come La Scala di Milano, il Teatro dell’Opera di Roma o La Fenice di Venezia.   

Il pubblico di Civitanova all’Opera ha recepito il messaggio volto alla qualità e ci segue con interesse facendo registrare sempre il tutto esaurito; abbiamo messo in scena in questi anni allestimenti apprezzati anche dalla critica quali La traviata, Tosca, Madama Butterfly e La Bohème.  

Ritiene che la città abbia location all’altezza per questo tipo di eventi?

Esibendoci al Teatro Rossini, abbiamo fatto conoscere anche la sua buona acustica; d’altra parte il giovane Sesto Bruscantini debuttò sul palco del massimo civitanovese nel 1946 proprio con La Bohème nel ruolo di Colline.

Potrebbero esserci “frizioni” con lo Sferisterio di Macerata?

Certamente no. Ci esibiamo in momenti diversi durante l’anno. D’altra parte tutte le più importanti città delle Marche hanno una stagione lirica: da Pesaro a Macerata, da Ancona a Jesi, da Ascoli Piceno a Fano, ed ora anche Civitanova Marche. 

Oltre al proporre eventi d’opera, ci sono atre attività che la stagione lirica svolge? 

Civitanova all’Opera attraverso l’Amministrazione Comunale ha svolto tante iniziative per la città, tra le quali quella di dedicare a Sesto Bruscantini i giardini di piazza XX settembre ed omaggiare la Signora Angela Aguadè Bruscantini delle “Chiavi della Città” nel giorno del centesimo anniversario della nascita del grande basso-baritono civitanovese.

Civitanova all’Opera, inoltre, offre agli artisti quali i componenti dell’orchestra, del coro e alle maestranze, sia la possibilità di poter esprimere la propria arte, che reali opportunità di lavoro. 

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