L’Atlantide spagnola si chiama Aceredo: sepolto dalle acque il paese sommerso, nella provincia di Ourense, al confine con il Portogallo, risorge ogni tanto come un’apparizione magica. A seguito della costruzione di un bacino e l’espropriazione forzosa dei terreni, nel 1992 Aceredo con le sue settanta case come A Reloeira, Buscalque, O Bao y Lantemil furono sommersi per sempre, fantasmi della vita che fu.

Alcuni abitanti decisero di non andarsene e ricostruirono vicino alla vecchia Aceredo le proprie case, altri se ne andarono per sempre. Altri ancora provarono, invano, a resistere nelle proprie case quell’8 gennaio di trentanni fa, ma furono portati via a forza e a nulla sono servite le proteste e gli scioperi della fame. L’acqua si portò via tutto e anche i ricordi, come avvenne anche nell’87 vicino a Leon, a Riano, o a Ribaldelago Viejo, dove nel ’59 cedette una diga e causò 144 morti, un quarto degli abitanti del paesino.

Share:

Facebook
Twitter
Pinterest
LinkedIn
On Key

Related Posts

Willem de Kooning e l’Italia

Alle Gallerie dell’Accademia  di Venezia (tutti i giorni dalle 8.15 alle 19.15, tranne il lunedì 8.15-14, aperta fino al 15 settembre) è stata inaugurata la

Residenze digitali, Amat premia un fanese

Premiata la creatività marchigiana nella quinta edizione di Residenze Digitali, una chiamata nazionale agli artisti della scena contemporanea che vogliano espandere i propri confini esplorando lo spazio

Claudio Bisio, come raccontarsi male

Martedì 23 e mercoledì 24 aprile, alle ore 21.15, salirà sul palco del teatro Rossini di Civitanova Marche un Claudio Bisio accattivante, carismatico e irriverente con La mia vita