Almudena, non ti curar di lor ma guarda e passa

Immagino che la prossima mossa del sindaco di Madrid, José Luis Martínez-Almeida, sia scrivere una sua personale “Storia della Letteratura spagnola”, sottotitolo “Nel tempo dei Bilanci”. Il primo cittadino non vuole che Almudena Grandes, recentemente scomparsa a 61 anni, venga nominata “figlia prediletta” della città: secondo lui non se lo merita, però, aggiunge, se quelli del gruppo di “Mas Madrid” mi firmano i bilanci comunali, potrebbe anche ripensarci, o lo dà a intendere. 

Almeida dunque pensa, crediamo, che il valore letterario, in questo caso indiscusso, di uno scrittore dipenda dalla Ragioneria comunale. O dalla sua appartenenza politica e civile. Con una sola frase, Almeida si è inimicato quel mondo vasto, benchè spesso silente, di chi è appassionato di libri, di chi scrive e legge, di coloro che non hanno bisogno di stilare classifiche per dire che un autore è meglio di un altro.

Con poche parole, il sindaco madrileno si è guadagnato “Cento anni di solitudine”, quelli che una persona mediamente colta augurerebbe – sì, anche in tempi di odio innecessario come questo – a chi sfugge alla conoscenza dell’altro. Non è un dovere di un sindaco concedere l’onorificenza alla Grandes. Ma almeno leggerla, sì. 

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