E’ l’immagine della guerra che fornisce al mondo il fotografo portoghese André Luís Alves. Anche Cristo deve traslocare e finire, come tutti gli ucraini da quando è cominciato il conflitto, in un bunker buio e pieno di disperazione. Tutti hanno visto immagini più cruente del genocidio che si sta perpetrndo, ma quella della statua del Salvatore spostata dalla cattedrale armena di Leopoli è forse la più emblematica: anche Gesù è deportato, come le migliaia di innocenti che provano a fuggire dall’orrore e non ci riescono perchè i russi non glielo permettono, continuando a bombardarli. L’ultima volta che la statua è stata rimossa è stato durante la Seconda Guerra Mondiale. Oggi come allora: c’era Hitler, adesso Putin. La cattedrale, una delle più antiche d’Europa, è ancora piena di fedeli. Hanno impacchettato il Cristo di Leopoli con teli ignifughi e lana di vetro, sperando che non muoia anche lui.

L’Istituto Fernando Santi in Regione per parlare dei Marchigiani nel Mondo
Rino Giuliani, della Direzione nazionale del “Fernando Santi”, e Roberto Vezzoso, presidente marchigiano dell’Istituto, hanno incontrato ad Ancona, nella sede della Regione Marche, i consiglieri



