La Slovenia volta pagina. Addio al premier populista Janša, al suo posto il manager progressista Golob

In queste ore gli euroscettici rimediano batoste elettorali. Prima la Francia, che ha bocciato Marine Le Pen, ieri è stata la volta di Janez Janša, leader del conservatore Partito Democratico e premier sloveno, che ha dovuto lasciare il posto a Robert Golob, a capo del Movimento Libertà (Gibanje Slovenija), fino a poco tempo fa imprenditore di successo e sconosciuto in politica.

Maresciallo Twito, così è stato soprannominato Janša per la sua passione per twitter e soprattutto per i suoi diktat (famoso quello alla stampa, i giornalisti non gli sono mai piaciuti: “Un’atmosfera di intolleranza e odio viene diffusa da un circolo ristretto di redattrici donne, che hanno legami sia familiari che finanziari con lo Stato profondo, e da un manipolo di giornalisti e freelance mediocri o peggio, sia uomini che donne in questo caso, che in un giornale normale non avrebbero il permesso di scrivere della fiera contadina del Paese” e abbiamo detto tutto). Golob invece, nonostante l’inesperienza politica, ha fugato in un colpo le ambiguità slovene sulla propria partecipazione a un Europa Unita.

L’ingegnere di Nova Gorica ha vinto e con distacco per aver attratto liberali e progressisti, quelli che o non votavano o scendevano in piazza ogni settimana per contestare le svolte illiberali di Jansa non solo sulla questione informazione. Parlando di cultura del dialogo, ambiente e sviluppo sostenibile, e soprattutto promettendo di distaccarsi in modo netto dalle politiche di prima, Golob ha conquistato il Državni zbor, la Camera eleggibile del Parlamento sloveno, e verosimilmente punterà ad allearsi con la sinistra per fare il Governo.

Con la sua elezione si dipanano le nebbie sulla posizione della Slovenia rispetto alla Ue e quella conseguente al conflitto tra Russia e Ucraina. Per mettere una pietra sopra al populismo del suo avversario, Golob ha anche voluto come vice del suo partito Urška Klakočar Zupančič, che dopo aver pubblicato critiche al precedente premier sui social era stata esautorata dalle sue funzioni di giudice. Un segnale che gli elettori hanno colto.

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