Un Futuro in Comune. O forse no

La sfortuna di Claudio Corvatta non è stata solo quella di dimenticare la dicitura “consigliere comunale” in calce ad alcuni fogli di presentazione della sua lista (per cui, a meno di miracoli Tar, è fuori dalla competizione). E’ che per la sua squadra aveva scelto il nome “Futuro in Comune”. Una coincidenza. Uno scherzo del destino. Un futuro già dietro le spalle.

La disattenzione dell’ex sindaco, una leggerezza che ha stupito in un amministratore scafato come lui, ha prodotto un effetto “a cascata”: dalla mancata dicitura si è arrivati alla non ammissibilità di alcuni candidati che per somma sfortuna erano per la maggior parte donne. Risultato: troppi uomini, la lista non è ammessa. Chissà se Corvatta ripeterà le parole di Catello Maresca, candidato a Napoli l’anno scorso e bocciato anche lui per un vizio formale: “Il progetto va avanti con maggiore forza e convinzione di prima”. O forse no. Ci penseremo.

A cascata è arrivato, sulla bocciatura, anche il commento della candidata sindaco Paglialunga: “Spero che le questioni formali rilevate non siano fondamentali per interrompere un processo partecipativo avviato con entusiasmo e positivamente”. Se abbiamo capito bene, non si rassegna all’esclusione. Ma dovrà, a meno di miracoli appunto, pur farlo: il “processo partecipativo”, almeno per il Futuro imperfetto, si chiude qui.

Un errore del genere, ci consenta Corvatta se forniamo degli esempi, non sarebbe mai potuto accadere nè a Pedaso, dove c’è una sola lista civica, quella del sindaco uscente Vincenzo Berdini, nè a Argentera, in provincia di Cuneo, dove l’unica candidata è Monica Ciaburro: una occasione del genere – vincere “a tavolino” – non capita tutti i giorni.

A Civitanova invece i candidati sindaco sono tanti come le margherite a primavera. Processo partecipativo, certo, ma anche confusione perchè l’elettore civitanovese non sa come stanno posizionati gli alfieri. Per ora sa che Ciarapica è appoggiato dal centro-destra, la Paglialunga dal centro-sinistra, la Squadroni dal Movimento Cinque Stelle (il cui simbolo a Parma – prima città ad essere conquistata dai grillini – sparisce dalla schede, ma resuscita a Civitanova). Degli altri, non si hanno notizie certe.

(la foto in copertina è di Luigi Gasparroni)

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