Civitanova non merita strumentalizzazioni sul Verde pubblico. Dati alla mano

Chissà che dovrebbero dire i cittadini di Catania che, tra fanfare pubbliche su iniziativa di Legambiente, a gennaio hanno riempito la centrale piazza Dante per la posa di cento alberi. Mai successo, tanto da far dichiarare ai politici locali che finalmente si era giunto al “riscatto di una comunità” e qualcuno ha scomodato pure Kennedy, pace all’anima sua: “Non chiederti cosa il tuo paese può fare per te, chiediti cosa puoi fare tu per il tuo paese”. Strepiti, trombe, entusiasmo alle stelle. Per cento alberi.

A Civitanova invece solo insulti dalle opposizioni. All’amministrazione e all’assessore Giuseppe Cognigni non è bastato creare un bosco urbano, primo in assoluto in una città di mare, con 900 specie di piante, dal pino al leccio, dalla quercia all’abete. E neanche aver riqualificato le aree verdi: 82 palme Washingtonia piantate sul lungomare sud Piermanni, 75 Ginko Bilboba e Carpini nelle aiuole di via Aldo Moro, 27 Pyrus Calleryana in via Aldo Moro, altri 22 Carpini in via Indipendenza, 20 Cipressi toscani in via Carnia, la riqualificazione green di Corso Umberto Primo, i 30 lecci lungo viale Vittorio Veneto, gli interventi nei Giardini di Piazza XX Settembre, sul lungomare nord (sempre palme Washingtonia), le magnolie di piazza San Marone, le nuove querce roverella di via delle Fosse e via Gentile. No, questo non basta a chi contesta perchè, presumiamo, la parola green è di proprietà della sinistra e non può essere pronunciata, anche con i fatti, da un’amministrazione di centrodestra.

Chissà cosa hanno in mente i profeti del verde. Un sistema di ferrovie sopraelevate di due chilometri, contornate di green, come al centro di New York? La Biblioteca degli alberi milanese, incastonata come gemma mediatica tra colate di cementi che asfissiano, che gli stessi cittadini dovrebbero contribuire a salvaguardare? O, sempre a Milano, il celebre Bosco Verticale, che si caratterizza più che altro per contenere negli appartamenti miliardari annoiati? O i noti Giardini sulla Baia di Singapore? 

Insomma, cosa vogliono? Hanno chiesto sostenibilità: ebbene, sono state costruite in questi anni dieci pensiline per auto elettriche, create ciclovie ovunque, ripuliti i parchi che così sono ritornati in mano ai cittadini, rifatto e ampliato lo skate park, costituite nuove strutture fitness. E senza parlare del progetto Varco al Mare che porterà (a meno che non lo blocchino nel caso venissero eletti, come hanno già fatto sapere) nuova linfa verde, e bellezza, alla città. Ma cosa vogliono? Andare a vivere a Catania?

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