Giuseppe, ma chi te lo fa fare?

“Sono professore e avvocato. Nel corso della mia vita ho perorato le cause di tante persone e mi accingo ora a difendere gli interessi di tutti gli italiani, in tutte le sedi, europee e internazionali, dialogando con le istituzioni europee e con i rappresentanti di altri Paesi”. Quando si insediò come Presidente del Consiglio Giuseppe Conte ancora non era il Giuseppe di oggi, leader di un partito politico.

Durante il suo Governo, attuò da “difensore” dei diritti di proprietari e lavoratori prorogando le scadenze delle concessioni per l’uso delle spiagge fino al 2033, in barba alla Bolkenstein e a quello che gli diceva l’Europa. L’afflato rivoluzionario si spense quasi subito, quando il Consiglio di Stato gli bocciò per sempre la ribellione. E allora Giuseppe cambiò registro.

I Cinque Stelle di cui è il capo politico non vogliono ora proroghe alla legge europea. Eppure sarebbe semplice mettersi d’accordo con chi ha lavorato una vita per avere e portare avanti un bagno a mare, uno chalet, un “chiringuito”: basterebbe prevedere degli indennizzi congrui, atti a compensare gli investimenti fatti, e concordare, come è successo in altri Paesi, una scadenza un po’ più in là. Niente, Il Movimento non ne vuole sapere.

Tutto questa introduzione per una semplice domanda: ma che ci viene a fare Giuseppe Conte a Civitanova, città che vive di questo e di turismo?

Altrochè applausi. Se non ci fossero stati altri partiti (il Movimento, finalmente, ha fatto da poco il suo coming out ed è diventato un Partito), quali quelli del centrodestra, a perorare la causa dei proprietari dei bagni a mare o i ripetuti viaggi nella capitale del sindaco a chiedere aiuto e sostegno ai sottosegretari romani, oggi tirerebbe un’aria piuttosto tesa.

Ma Giuseppe Conte viene, “primo big” come titolano i giornali, a sostenere la campagna elettorale della candidata Silvia Squadroni che ai Cinque Stelle si è imparentata dopo aver dichiarato, nei mesi scorsi, che la sua coalizione è fatta di liste civiche.

L’ex premier oggi non le farà mancare il suo sostegno, anche se il momento non è dei più propizi, visti gli sviluppi della vicenda del video in streaming (o “post-produzione”) del Consiglio Comunale di due anni fa. Ma qualcosa Giuseppe le potrà suggerire su un eventuale accordo al secondo turno con la candidata del Pd, Mariella Paglialunga, che potrebbe essere una ciambella di salvataggio. Perchè, per chi ancora non lo sapesse, i Cinque Stelle si sono mossi tanto, come il mare, ma sempre a sinistra tornano.

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