Lester Piggott, addio al più grande fantino di sempre

Era troppo alto per cavalcare (1,73) tanto che da essere costretto tutta la vita sportiva a diete ferree per mantenere quell’equilibrio che lo ha reso immortale. Il miglior fantino di tutti i tempi se n’è andato ieri a 86 anni e vogliamo sperare su un cavallo alato. Lester Piggott, basta il nome: vincitore per nove volte dell’Epsom Derby, 4.493 vittorie, trionfatore di 30 classiche, tra cui il mitico Derby, vinto per la prima volta nel 1954 e l’ultima nel 1983.

Una carriera magica, terminata nel ’94 a quasi sessant’anni. La sua statua è in nove ippodromi in Inghilterra e Frankie Dettori, l’italaino erede di Piggott ha voluto celebrare ieri “l’eroe e l’amico” anche se l’inglese all’inizio della carriera gli disse che “con quelle mani così grandi non potrà mai diventare un grande fantino”. Si sbagliò, forse uno dei pochi errori della leggenda vivente.

Lo chiamavano “faccia di pietra” per la sua inespressività, tutta britannica. Incappò, stavolta come gli umani, in uno scandalo di evasione fiscale, per cui stette in carcere un anno e la Regina Elisabetta gli revocò il titolo di baronetto. Nessuna paura. Piggott rientrò a correre subito dopo aver terminato la condanna e vinse negli Stati Uniti la Breeders’ Cup.

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