Il Pesce, l’Anatra, l’Hotel in mezzo al mare: consigli architettonici per la Civitanova del futuro

Povero Varco al Mare. Strattonato, maltrattato, discusso, schiavo della politica. Il progetto del Politecnico di Milano, su cui pochi hanno eccepito e che “inventerebbe” spazi verdi e fruibili e un unico corridoio dal Comune al mare, non piace alle opposizioni, temiamo perchè l’abbia proposto l’ammistrazione attuale. E così è stato mandato in campo un progetto alternativo, quando già i lavori sono iniziati. Nella sostanza si discute di quante piante e quanti posti auto: variazioni da prefisso telefonico che non cambiano il senso della questione. Un progetto a Civitanova si può pure mettere in campo, ma tanto poi viene contestato.

Suggeriamo così al sindaco di proporre progetti più arditi e architetti vittime inconsapevoli delle avanguardie più estreme. Come Franck Gehry che mise una tettoia in acciaio, che cambia colore a seconda dell’intensità della luce, a un complesso di hotel, ristoranti e casinò di Barcellona. Si chiama “El Peix”, il Pesce, e a Civitanova, come vedete dalle foto, andrebbe benissimo, nel lungomare sempre che prima abbiano finito l’estenuante braccio a ferro sui campi di padel.

El Peix

Di fronte al “Pesce” si potrebbe mettere una struttura galleggiante come l’Aerotel costruito in Qatar, anche per risolvere il problema della ricettività turistica (ha 152 camere). E poi, ruotando, funziona come una dinamo e genera l’energia elettrica e riutilizza, fra l’altro, l’acqua piovana. E perchè scartare l’enorme anatra alta sei metri che gli americani hanno messo a Long Island, nei pressi di New York. Di sicuro, funzionerebbe da stimolo per il turismo.

Aerotel

Ma a Civitanova non si può nè stupire nè proporre e figuriamoci progettare. Il Varco al Mare è ostaggio delle prossime elezioni, perchè, nel caso il sindaco uscente non venga riconfermato, cambierà di nuovo il progetto. O forse sarebbe meglio mettere da parte tutti i progetti e le ambizioni per la Civitanova futura. Tenerla così, ferma e immobile di fronte al logorio del tempo, che ve ne pare? O riprodurla fedelmente com’era nell’Ottocento, così da riportarci tutti indietro alla nostra gioventù? Eh, non è una buona idea per il futuro?

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