Il Far West della ricca Marbella

Incuranti della presenza di centinaia di persone e del sobrino del Rey, Froilán de Marichalar, che stava festeggiando i suoi 24 anni con gli amici, hanno cominciato a far fuoco nella discoteca all’aperto di Marbella. All’una di notte, nell’orario di massimo affollamento (l’Opium può tenere fino a 2500 persone), sono spuntati prima i coltelli poi un uomo ha semplicemente inziato a far fuoco, indiscriminatamente, ferendo cinque persone, due delle quali versano al momento in gravi condizioni. Senza alcun tipo di controllo, non è stato difficile per il protagonista della carneficina portarsi con sè un’arma.

Il bello è che a Marbella, anche senza episodi eclatanti e assurdi come questo, che magari verrà classificato come l’atto di uno sconsiderato, ormai i “padroni del vapore” sono i tanti mafiosi che, attratti dai soldi, dall’ambiente lussuoso, dalla vicinanza dell’inglese Gibilterra e dell’indispensabile porto di Algeciras dove arriva la droga per il mercato europeo, vengono da tutto il mondo a svernare: dalla Russia all’Italia, dai Paesi dell’Est a, moda degli ultimi anni, quelli nordici. Qui c’è business per loro e temiamo che poco si possa arrestare il fenomeno. Una semplice rissa avrebbe potuto essere una strage in una Costa del Sol sempre più a rischio, ma per alcuni è meglio non parlarne.

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