Ma che ci fanno le navi russe al largo delle coste italiane?

A fine luglio il cacciatorpediniere russo “Admiral Tribuc” si è spinto sino al largo delle coste abruzzesi, in pieno Adriatico, e un’altra nave della marina russa, l’incrociatore Varyag, era più a sud, al largo di Otranto, per sbarrare l’accesso all’Adriatico.

Lo riporta il sito specializzato “The Ship Yard Naval Consultancy”. Con l’aiuto di un battello spia, i russi stavano di fatto facendo prove per capire la reazione Nato. Lo scopo era, almeno a quanto si sa, infastidire le manovre della portaerei Usa “Truman” che là si trovava.

Sono situazioni di rischio – in questi casi, tutto può succedere – di cui nessuno informa. Circostanze critiche, molto spesso una provocazione visto che dal Mediterraneo partono molti aerei statunitensi, che, in caso di incidente, potrebbero portare a un allargamento inutile del conflitto in corso. Ma questo vogliono? E L’Italia è il Paese preferito per questi “giochi militari”?

Sempre alcuni giorni fa il russo “Varyag” era molto vicino alla portaerei “Truman”, che stazionava sul Mar Ionio. 

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