Muori in un terremoto? E’ anche colpa tua. Sentenza shock al tribunale di L’Aquila

Se si muore nelle proprie case a causa di un terremoto, la colpa è anche delle vittime colpevoli “di una condotta incauta, quella di trattenersi a dormire” nonostante le scosse. Sentenza shock al tribunale civile dell’Aquila: una “porzione di colpa” è loro, il 30% della richiesta di risarcimento avanzata dai familiari delle vittime, per non essersi svegliati in tempo o non avere scelto di stare all’addiaccio in occasione del crollo del palazzo di via Campo di Fossa, nel capoluogo abruzzese, nel terremoto del 6 aprile 2009. Persero la vita in 29.

A pagare saranno per il 40% i costruttori dell’edificio crollato o i loro eredi, i ministeri competenti per il 30% e appunto le vittime. “Una  sentenza che appare assurda, a voler esser buoni. Scopro, dopo aver atteso quasi 14 anni, che a L’Aquila erano tutti aspiranti suicidi. Una vergogna infinita attribuire colpe alle vittime perché significa non conoscere la storia di quel sisma e gli eventi che hanno preceduto il disastro. Erano le 3.32 dove doveva stare mia figlia, se non a dormire? A L’Aquila, dopo le prime scosse, tutti sono rientrati a casa. Non c’era un allarme, non c’era un campo dove potersi rifugiare, non c’era nulla” ha commentato Maria Grazia Piccinini, avvocato e madre di Ilaria, morta quel giorno.

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