Fare le pulci alla maggioranza si può e si deve. Ma su cose serie please

E’ normale che ogni opposizione scelga quali strumenti usare per fare il proprio mestiere. Lo scontro ideologico. La contrapposizione tra modelli sociali ed economici. Magari fornire alternative e proposte puntuali affinchè chi è stato eletto e “comanda” sia stimolato. A Civitanova hanno optato per una soluzione kitch: dire a sindaco e assessori, a chi cioè ha vinto le elezioni, cosa devono e cosa non devono fare. 

Ha cominciato l’esponente Pd Mirella Paglialunga segnalando al primo cittadino che lei i soldi non li avrebbe spesi per Sgarbi (non si capisce bene perchè, considerati i successi in termini di pubblico e le ricadute sulla città). Ha continuato la consigliera Lavinia Bianchi in merito alla brochure esposta alla fiera TTG di Rimini per promuovere la città (non era “nuova” secondo lei) quando invece sarebbero stati più giusti degli apprezzamenti per non aver sprecato altro denaro (in una copia esatta della stessa guida ma senza il nome dell’ex assessore Gabellieri). 

Ieri un altro attacco è venuto sempre dalla Paglialunga sulla vicenda Porto. L’ex candidato sindaco di sinistra ha sostenuto, in sintesi, che l’incontro in cui è stato illustrato a operatori, catergorie e neo eletti il progetto dell’Università di Camerino non era aperto a tutti. Le ha replicato l’assessore all’Urbanistica, Roberta Belletti, un po’ sorpresa e un po’ scocciata di questo tentativo dell’opposizione di scriverle l’agenda, che il meeting è stato fatto semplicemente per illustrare il progetto e sì, certo, verrà condiviso con tutti. Con la città e con chi non è maggioranza. 

Ma ciò che stupisce è che nelle tre esternazioni, che si sono susseguite una dopo l’altra in pochi giorni, si puntasse solo ed esclusivamente a fare le pulci all’operato di chi gestisce ora la res publica. Niente di sostanziale. Va anche bene dire: noi lo avremmo fatto in altro modo (come, non si sa). Ma è anche bene ricordare che chi vince nelle urne in genere prende decisioni perchè è incaricato di farlo (dagli elettori). E’ la democrazia. O così o Pomì. Tertium non datur.

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