Senza velo non si può. Anche in Corea. Scomparsa atleta iraniana

Finirà nel famigerato carcere di Evin, quello per detenuti politici, e non si sa bene come sia possibile “sequestrare” una donna in un Paese straniero mentre partecipa a una competizione sportiva.  La campionessa iraniana di arrampicata sportiva Elnaz Rekabi si trova a Seul per i Campionati asiatici. E’ stata ricattata da Teheran, che ha arrestato il fratello e ne ha fatto un ostaggio finchè Elnaz non si costistuirà.

Fonti indipendenti testimoniano che, non avendo scelta, l’ha già fatto: dal Garden Seul Hotel dove alloggiava l’hanno subito trasferita all’ambasciata iraniana nella capitale coreana, in attesa di metterla su un volo per l’Iran. Da cinque settimane il Paese è in rivolta. Tutto è iniziato con l’omicidio di Mahsa Amini, la 22enne di origine curda morta dopo essere stata arrestata per non aver indossato il velo “correttamente”. In un mese di scontri e proteste popolari si contano oltre duecento morti.

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