Bro, non ti followo. L’Accademia della Crusca ci spiega il linguaggio dei giovani. Con un libro

​Bro, l’hai fatta slay. Ma non snitchare questo a un cringe. Non sono errori di battitura, ci mancherebbe, ma come parlano e si messaggiano i ragazzi d’oggi. Nella fattispecie la traduzione sarebbe: Fratello, ben fatto, non dirlo però a un adulto (che non ci capisce).

Parole talmente usate da far scomodare l’Accademia della Crusca che, in occasione della 22esima Settimana della Lingua Italiana nel Mondo​ (organizzata ​con il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale​ attraverso la sua rete di Uffici all’estero ​quali ​Ambasciate, Consolati e Istituti Italiani di Cultura), ha editato con la casa editrice goWare “L’italiano e i giovani. Come scusa? Non ti followo​”.

Un libro diffuso gratuitamente online, curato da Annalisa Nesi​, che ci svela come comunicano i giovani. Una ricerca frutto della collaborazione di 2500 giovani tra gli 11 e i 25 anni: il 60% di loro usa questi neologismi quotidianamente. Un linguaggio nuovo e “alternativo” che viene preferito per sentirsi parte del gruppo (13% degli intervistati) o per non farsi capire dagli adulti (7%), insomma dai “cringe”.

“Trigger” è la parola, per esempio, per segnare un fastidio, “shippare” significa veder bene insieme due persone, “slay” si dice di cosa che si reputa buona. Largo ai giovani. Se garatisce la Crusca, poi, che è nata nel 1583, c’è da fidarsi.

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