Il miracolo di Castori e Melchiorri. Il Perugia risorge

In una settimana Fabrizio Castori ha fatto il miracolo. E’ ritornato sulla panchina di un Perugia ai titoli di coda e l’ha rilanciato: mettendo da parte le primedonne che distruggono ogni spogliatoio e schierando in campo una formazione tutta operaia, ancora stordita in qualche frangente ma tenace, solida, orgogliosa. Ha sbancato il difficile “Granillo” di Reggio Calabria contro la prima in classifica e dato una lezione di resistenza e sacrificio (il bel gioco magari verrà) al collega Pippo Inzaghi.

Tre a due per un Grifo che abbiamo rivisto con il sacro furore di sempre. Con appena quattro punti in nove partite ben poche erano le chance dei biancorossi di uscire indenni dalla trasferta. Sarebbe stato il colpo decisivo per un ambiente che va sgretolandosi domenica dopo domenica. E invece Castori, ci sia concessa l’esagerazione (ma non troppo), ha per il momento salvato il calcio a Perugia. Con armi di buonsenso. Prima ha chiesto carta bianca a un presidente “ballerino” nelle decisioni, poi ha affrontato uno per uno i giocatori. “Chi non se la sente può pure farsi da parte” ha gridato il capitano di mille battaglie negli spogliatoi.

A Reggio è esploso anche il nostro Melchiorri, centravanti di talento che solo per via degli infortuni in carriera non è arrivato in Nazionale. Federico ha segnato due gol e lottato su ogni pallone. Facciamolo capitano, ha suggerito l’amico e tifoso Luigino alla fine del match. Ha ragione. Se riusciamo a salvarci quest’anno, va fatta una processione da Macerata a San Severino.

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