Chimico e compositore. E’ tempo di ricordare Fernando Squadroni

A cent’anni dalla nascita – ricorrono quest’anno – Fernando Squadroni, chimico e compositore, un personaggio difficilmente classificabile e sommamente geniale, non ha trovato ancora una sua collocazione. “La sua modernità è nell’aver portato avanti il lavoro di Respighi e Liviabella” ci narra il musicologo Andrea Foresi, che sul Grande Civitanovese ha scritto un libro, in collaborazione con Livia Brillarelli, “Il Sogno e la Memoria” edito da Gruppo Editoriale Marche.

Sono intellettuali come Foresi che tengono vivo il ricordo di tali personalità destinate purtroppo a un oblio colpevole. Squadroni, contemporaneo di Sesto Bruscantini ma di minore fama, merita di essere riscoperto. Allievo prediletto di Lino Liviabella (un fitto carteggio è testimone della stima e dell’affetto tra i due), “è stato una meteora musicale’, apparsa in un luogo impregnato di tradizione operistica quanto alieno… Visse marginalmente rispetto al vivacissimo dibattito musicale del proprio tempo e pressochè misconosciuto nella propria terra” scrive Foresi, che aggiunge una notazione felicissima: il tentativo culturale di Squadroni si incastona in “un ‘luogo della mente’ di leopardiana memoria, dove il suono traeva linfa vitale dalla fonte inestinguibile della letteratura, ancor prima di diventare musica”. 

Squadroni era insomma uno straordinario anticipatore, benchè musicalmente ereditò da Liviabella “la tendenza a mediare fra il linguaggio post-pucciniano ed una più moderna sensibilità politonale”. Lo è stato come artista moderno, sia come viaggiatore curioso della cultura (dalla musica da camera fino all’utilizzo di poesie come nel caso di Zavatti), che come testimone dell’Arte in quanto espressione ‘intima’.

“Una questione privata” (per citare impropriamente Fenoglio) che non lo ha reso nè popolare nè di moda, come avvenuto nel caso di autori che hanno cavalcato la contemporaneità, come Nono o Berio, ma proprio in questo sta la grandezza di Squadroni. Bisogna ringraziare Foresi e Brillarelli che ne hanno impedito la “scomparsa” in un’universo mediatico che si divora tutto e rapidamente.

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