Honoris causa a Dante Ferretti. Tempo di “amarcord”

(articolo di Maurizio Verdenelli) – A metà della navata di  ‘San Giovanni’ ci ha pensato (al solito) Sabina, la moglie del nipote Federico, a sottrarlo all’assedio montante dei taccuini squadernati e dei microfoni ‘in resta’ dei cronisti attorno a Dante superstar. Che ha segnato nel suo nome il 733. anno accademico di Unimc. Celebrato come rito laico nella nuova cattedrale maceratese inaugurata (a fine anno) nel segno del ‘venerabile’ – nomination dopo 470 anni di ‘sospetti’ vaticani – padre Matteo Ricci, il maceratese più famoso nel mondo prima di lunedì.

Prima cioè di lui: ‘Oscar’ Ferretti. In attesa delle statue in viaggio dal mar della Cina, di San Giovanni e di Matteo Ricci, da collocare ai lati dell’ingresso della celebre Collegiata dell’ex ‘scuola’ dei Gesuiti, la Città ha festeggiato il ritorno di Dante, applaudendolo, sorridendo, sognando con lui una città che già non c’è più… in attesa del Campus promesso da John Francis (McCourt) il nuovo rettore che viene da Dublino e che ama James (Joyce).

Accompagnato all’altare dal fedelissimo prof. Miliozzi -“David è un amico, ma sia chiaro: ‘Immaginare prima’ è biografia mia” aveva detto in tv domenica sera a Fabio Fazio – Dante laureato in Umanesimo e Tecnologia Dottore (e tre! come i suoi Oscar e quelli della moglie Francesca di cui  lui è LoSchiavo per sua  ammissione) Dante, dicevamo, ha tenuto una tesi di laurea, già entrata nella storia millenaristica di Unimc. Introdotta da un falsamente innocuo e subdolo “Questo non c’entra nulla”. La tesi ora potrebbe far parte di una nuova sceneggiatura da Oscar. Un amarcord già premiato alla Ugo Cabret che ha fissato per sempre la leggenda della ‘Torre di piazza’ di Macerata. Come non sentire in quel racconto ‘fuori tema’ dello scenografo re di Hollywood, l’alito poetico di Federico? “Dantino, parlami dei tuoi sogni…” lo spronava Fellini. “Ed io ogni mattina, quando mi recavo da lui a Cinecittà, ero angosciato: Stai a vedere che se non sogno, mi licenzia! Così inventavo. E Federico pareva non accorgersi di niente a differenza di Giulietta che scrollava la testa….”. 

“Poi è venuto Marty Scorsese ed è stato il sogno americano”.

Ancora ad occhi aperti per l’ottantenne ‘bambino’ Dante. Che per fortuna non ha smesso di sognare. Consacrato a San Giovanni, Gran Dottore, ospite di Che tempo Che fa domenica sera ed intervistato ieri da Rai1.

I sogni son diventati realtà. San Giovanni assurta a nuova gloria nello splendore del restauro. Ed e’ stato bello ricordare con Ferretti. “E’ stata la mia parrocchia. Anni indimenticabili. Facevo il chierichetto la domenica. Poi dietro alle ragazzine”. Poi torna il sogno ricorrente di Macerata notturna. Il ricordo della sorella maggiore Mariella per cui Dante era quasi figlio, il padre Elvio, il bombardamento di Macerata la cui ‘ombra’ mai spenta nell’anima di bambino, all’alba dell’11 settembre del 2001 lo fece fuggire da Manhattan, presago della tragedia incombente. Salvato da un mobile dalle bombe del ’43 , un viaggio a Roma 13 anni dopo con il padre per la consegna di un altro mobile avrebbe aperto occhi e strada al proprio smisurato talento”. Fai ancora buoni sogni, Dantino!

E buon futuro per Macerata cui McCourt preconizza un destino quasi esclusivamente universitario con un occhio, anzi due verso l’Europa. Attraverso il potenziamento dell’offerta di corsi in lingua inglese e magistrali. Nuovi spazi inoltre ricavati per biblioteche ed aule in 5 edifici strategici del centro storico cittadino e l’ampliamento del decentrato Polo Bertelli. Nel segno sopratutto dell’antica, prestigiosa facoltà di Giurisprudenza, seconda per eccellenza in Italia. Nel nome infine di Veronica Botticelli, la cui tesi di laurea sui Diritti Civili ha meritato il premio ‘Guido Regeni’ istituito dal ministero per l’Università e la Ricerca.

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