I 100 anni di Kissinger e la controversa eredità storica nei dossier declassificati

(articolo di Maurizio Petrocchi) – Mentre il famoso statista Henry Alfred Kissinger (HAK) ha celebrato il suo centesimo compleanno il 27 maggio, l’attenzione globale si è concentrata sull’eredità di questo importante diplomatico e architetto della politica estera della realpolitik. Mentre i suoi successi nel campo degli affari internazionali sono stati ampiamente riconosciuti, un esame più attento degli archivi declassificati svela un lato oscuro del suo controverso mandato al potere. I registri fanno luce sul coinvolgimento di Kissinger in campagne di bombardamento segreto in Cambogia, spionaggio domestico illegale, sostegno a dittatori e complicità in guerre sporche all’estero.

Durante il suo mandato come consigliere per la sicurezza nazionale e segretario di stato dal gennaio 1969 al gennaio 1977, Kissinger ha lasciato una significativa traccia documentale. Queste carte riservate catturano le sue deliberazioni, conversazioni e direttive politiche, illustrando le sue famose iniziative come la distensione con l’URSS, l’apertura alla Cina e la “shuttle diplomacy” in Medio Oriente.

Tuttavia, la documentazione storica dipinge anche un quadro più sinistro, documentando il ruolo di Kissinger nel minare la democrazia e consentire regimi dittatoriali, in particolare in Cile. Inoltre, vengono alla ribalta il suo disprezzo per i diritti umani e l’approvazione di conflitti all’estero moralmente compromessi, persino genocidi. Gli archivi rivelano anche campagne di bombardamenti clandestini nel sud-est asiatico, che sono rimaste nascoste agli occhi del pubblico. Inoltre, viene svelato il coinvolgimento di Kissinger nelle attività illegali dell’amministrazione Nixon, comprese le intercettazioni segrete dei suoi migliori collaboratori.

Nel tentativo di promuovere una valutazione equilibrata e completa dell’eredità di Kissinger, il National Security Archive ha compilato meticolosamente un dossier selezionato di documenti declassificati. Il dossier include memorandum, riepiloghi di riunioni (“memcons”) e trascrizioni di conversazioni telefoniche (“telcons”) scritte, pronunciate o lette da Kissinger durante il suo mandato alla Casa Bianca e al Dipartimento di Stato. Di particolare importanza sono i “telcons”, che comprendono oltre 30.000 pagine di trascrizioni giornaliere che dettagliano le conversazioni telefoniche registrate di Kissinger. Queste trascrizioni, originariamente considerate le sue carte personali, furono conservate da Kissinger dopo aver lasciato l’incarico nel 1977 e utilizzate selettivamente nelle sue memorie più vendute.

Sfidando l’irregolarità della rimozione di documentazione governativa classificata, il National Security Archive ha costretto il governo degli Stati Uniti a reclamare questi documenti ufficiali attraverso un’azione legale. Presentando una causa contro il Dipartimento di Stato e la National Archives and Records Administration (NARA), l’Archivio ha denunciato la cattiva gestione del materiale classificato. Dopo il loro recupero, l’analista senior di Archive William Burr ha presentato una richiesta del Freedom of Information Act (FOIA) per la loro declassificazione. Questo dossier include anche la bozza di causa legale, che serve come prova dei tentativi di Kissinger di rimuovere, conservare ed esercitare il controllo su questi documenti storicamente significativi. Tali sforzi devono essere riconosciuti come un aspetto critico della sua eredità ufficiale.

Mentre il mondo riflette sul viaggio di 100 anni di Henry Kissinger, la presentazione di questo dossier declassificato invita a una valutazione più sfumata del suo impatto storico. Al di là dei successi celebrati agli occhi del pubblico, ci sono le azioni clandestine e le scelte controverse che hanno plasmato la sua eredità, lasciando un segno indelebile negli annali delle relazioni internazionali.

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