Curare le persone e non solo le malattie. Medicina Narrativa, in un libro i racconti della speranza

(articolo di Maurizio Verdenelli) – Non sappiamo se il filosofo francese Maurice Blanchot (deceduto a 96 anni nel 2003) conoscesse la Medicina Narrativa (NBM) ma di certo forse inconsapevolmente ne ha posto in un certo senso le basi con il suo celebre aforisma: “Si scrive per non morire e per poter morire”.

Paolo Trenta sociologo formatore di NBM dichiara: “Una pratica che cura le persone e non solo le malattie”. Trenta con Rita Chiari, direttore UOC Oncologia Marche nord, ha partecipato sabato a Macerata alla presentazione del progetto letterario di Medicina Narrativa -‘Scrivi per bene’, Felici editore – attraverso la presentazione del libro ‘Sei’. Non certo a caso: 6 parole chiave, 66 donatori (malati oncologici), 66 scrittori/curatori – Alessandra Benni, Maura Bussotti, Michele Cardinali, Arianna Lorenzetto, Maria Laura Rosati, Fabiana Taddei – e 66 racconti.

Storie di amore, speranza, buio, luce, coraggio. Storie di donne, fantasmi, mare, tempo e libri. “Un percorso inedito di Medicina Narrativa, affinchè il tempo della narrazione diventi anche momento di cura” è scritto in epigrafe a ‘Sei’. 6 pure le prefazioni. Scrive la dott.ssa Chiari: “Sei importante per me” questo il messaggio che ogni paziente attende dal proprio medico. “Con te mi sento al sicuro” questo è ciò che ogni medico vuole leggere negli occhi dei propri pazienti. Solo così un medico bravo sarà anche un bravo medico”. 

Un chiasmo che ha attraversato con un brivido l’affollata Gran Sala Cesanelli allo Sferisterio dove si è tenuto il convegno di ArTemisiaLab presieduto e coordinato da Edi Castellani. Un incontro il cui valore, pure emozionale, era nel sottotitolo: Ricerca, cura e umanizzazione in Oncologia. Ed è emersa in pieno la fondatezza dell’intuizione del dottor David Sackett, pioniere della EBM (Medicina delle Evidenze): la migliore cura è quella basata sulle prove di efficacia, sull’esperienza dei clinici, e sui bisogni, aspettative, emozioni e valori dei malati.

Ha detto la dott.ssa Chiari: “In Italia il numero dei malati oncologici resta sostanzialmente invariato: 4 milioni e 400.000, ma è in aumento la quota di chi sopravvive molto più a lungo”.  Da parte sua, con ampio riferimento alla storia della Filosofia antica, Arianna Fermani (docente Unimc) ha parlato della Felicità come condizione coadiuvante e necessaria ad un percorso di guarigione e salvazione.

Si può sperare di più, molto di più nell’esito fausto del percorso terapeutico – e’ stata l’espressione centrale e corale dei relatori (tra questi Laura Mocchegiani) – se si instaura un dialogo autentico tra il ‘medico bravo’ e il paziente “che con lui si sente al sicuro”. E Rita Chiari: “Con il paziente occorre avere una comunicazione senza infingimenti: non ricorrere ad inutili e dannose cortine fumogene riguardo alla realtà di una patologia che ha chiare definizioni”. 

Particolarmente toccante la testimonianza di Maria Laura Rosati intervenuta con l’attrice Letizia Santucci anche nella lettura di alcuni brani scelti con la partecipazione di Artemisia Laboratorio di Teatro a cura di Gabriela Eleonori.

A nome delle curatrici, Alessandra Benni ha chiarito che i proventi della vendita di ‘Sei’ saranno a favore del reparto di Oncologia di Marche Nord. E nella realizzazione di 6 pozzi per l’acqua potabile in Malawi, in Africa.

Al convegno, patrocinato dal Comune di Macerata, la vicesindaco Francesca D’Alessandro ha sottolineato l’assenza non casuale delle parole: malattia e solitudine nel libro ‘Sei’. Che possono essere battuti dalla narrazione senza la quale – per lo scrittore Antonio Tabucchi – la nostra stessa esistenza non avrebbe ordine declinando nella schizofrenia. In conclusione tanti gli intervenuti dalla platea. Tra questi: la consigliera provinciale Deborah Pantana, la direttrice d’orchestra Cinzia Pennesi, la prof. Paola Ballesi, la dott.ssa Irma Berdini, il medico Paolo Accattoli, e Maria Baio presidente dell’associazione ‘Le Orchidee’ che ha portato il saluto del dottor Battelli primario oncologo di Macerata. 

“L’Associazione (vicepresidente Beatrice Venanzetti, caposala del reparto di Oncologia ndr) ed ArTemisiaLab saranno insieme per un nuovo progetto di cura, con a fianco il Comune” ha annunciato Edi Castellani subito dopo la conclusione dei lavori del convegno.

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