La “responsabilità storica” dei tedeschi. Ma l’opinione pubblica è divisa

Il boom di visualizzazioni del discorso di Robert Habeck, vicecancelliere tedesco e ministro dell’Economia (oltre 18 milioni di click) è stato portato ad esempio come speech “destinato a rimanere nella Storia”. E’ certamente un discorso forte, che serve a mettere ordine in un’opinione pubblica disorientata e divisa. “La frase ‘la sicurezza di Israele è la ragione di Stato tedesca’ non è una formula vuota – dice nel video Habech – e non deve diventarlo. È stata la generazione dei miei nonni a voler sterminare la vita ebraica in Germania e in Europa. Dopo l’Olocausto la fondazione di Israele è stata la promessa di protezione agli ebrei: e la Germania è obbligata a mantenere questa promessa”.

Una precisa scelta di campo in cui il vicecancelliere chiama a raccolta anche i musulmani che si “sono distanziati dalle azioni di Hamas e dall’antisemitismo” ma “in modo troppo titubante”. E’, quella di Habeck, una risposta “politica” voluta perchè se “gli ebrei non si sentono sicuri, qui in Germania” un problema c’è.

“I bambini hanno paura ad andare a scuola, qui in Germania. Il nostro Paese offre protezione e diritti a chi ci viene a vivere, ma esige anche obblighi: come il rispetto di questo fondamento della Repubblica”. E’ insomma la “responsabilità storica” della Germania nei confronti di Israele.

Ma forse Habeck parla anche al suo Paese, già prima della guerra colpito da un antisemitismo strisciante, che ha portato partiti di estrema destra come l’AfD ad avere una gran quantità di voti nelle recenti elezioni regionali (anche se Habeck parla anche di “preoccupazione anche per l’antisemitismo tra gli attivisti di sinistra”). 

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