Tante Marche nell’ultimo album di Renato Zero. “Un Atto di Fede” alle sue origini

(articolo di Maurizio Verdenelli) – C’è tanta Terra maceratese, in particolare San Severino e sopratutto la vocazione religiosa di una famiglia marchigiana, patriarcale ed esemplare: i Fiacchini. Elementi forti, fondanti che ritornano tutt’insieme nel suo ultimo, atteso album interpretato perfettamente – nomen omen – dal titolo: Atto di fede.

Diciannove brani (c’è un nuovo arraggiamento di ‘Ave Maria’) che Renato Fiacchini alias Renato Zero ha presentato nei giorni scorsi in Campidoglio preannunciando la ‘prima’ al Circo Massimo nella seconda decade di settembre. La star ha raccontato che tanta sua formazione spirituale la doveva a zio don Pietro, parroco ad Esanatoglia poi – perseguitato politico a Castelraimondo – uno dei dieci fratelli del padre Domenico (Mimi’) agente di polizia che a Roma aveva sposato una parente di Claudio Villa, Ada Pica, e pure del fatto che doveva la vita, appena nato, ad una provvidenziale trasfusione di sangue (lui aveva Rh negativo) ad un frate.

Racconta Giovanni Santachiara che negli anni 80, sindacalista della Cisl, ebbe notorietà europea per aver denunciato come negli opifici settempedani fosse invalsa l’illecita imposizione alle giovani assunte la firma di dimissioni in bianco in caso di gravidanza.”Zio Renato, cugino di mia madre, ha tuttavia nella sua meravigliosa esistenza tanti episodi che lo legano alla chiesa, alla Fede. Il padre Domenico era anch’egli religiosissimo e al figlio Renatino, ogni estate in vacanza nelle Marche, chiedeva di far regolarmente la comunione nella Basilica di Loreto”.

“Ma c’è di piu’. Parlo di zio Bartolomeo Angeloni nato a San Severino nel 1915, morto a Roma nel 1994, rettore della Basilica delle Sante Stimmate. Dove zio Renato ha ricevuto i sacramenti e dove il padre lo conduceva settimanalmente per ricevere la comunione. Fu in uno di quei tragitti che ci fu l’incontro casuale ad un semaforo, lui in auto, con la grande Anna Magnani. Che rivolta a quel ragazzo timido che un giorno sarebbe diventato celebre, disse come ispirata: ‘Ciao ni'”.

Santachiara è un fiume in piena.”Da zio Bartolomeo si confessava ogni mattina Oscar Luigi Scalfaro e Giulio Andreotti. Padre Angeloni, conoscendolo, a suo tempo avrà senz’altro chiesto a quest’ultimo ‘notizie’ circa il ‘bacio’ con Toto’ Riina. Un segreto che comunque e’ finito con mio zio nella tomba ma che mi ha sempre molto intrigato. Tuttavia sapevo che sarebbe stato inutile chiedergli in merito”.

Nei giorni scorsi i familiari di Padre Bartolomeo hanno fatto ‘dire’ messa nella chiesa di San Pacifico di San Severino Marche.”Ne ho dato notizia a zio Renato” mi dice Giovanni Santachiara. E a stretto giro di mail è arrivata la risposta da Renato Zero e dal suo gruppo familiare da sempre stretto attorno alla superstar: “Grazie di cuore da tutti Noi, i familiari a cui Padre Bartolomeo ha dato i vari Sacramenti, fratello e sorelle”.

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