Catene e monete alternative, la campagna elettorale divertente nel Ducato di Civitanova

Per contrastare quello che è, a loro dire, il “regime” e senza avere troppe cartucce da sparare per impallinare l’attuale sindaco, i competitor di Ciarapica ci provano con proposte molto kitch. Le coalizioni, che hanno messo su in poco tempo, non essendo di sinistra, destra, centrosinistra o centrodestra, e nemmeno centistre o antagoniste, dovendo aggruppare tutti si definiscono superciviche: così da nascondere le differenti provenienze politiche, ideologiche e culturali. E così, in tutta questa varietà, sorgono idee “importanti”.

Dopo gli idrovolanti che ci avrebbero dovuto portare in Croazia (magari a passare l’estate là, invece che a Civitanova) della compagine di Silvia Squadroni, un altro Squadroni, Paolo, alla presentazione della sua lista ha proposto una moneta alternativa. Se non si trovano soldi e c’è bisogno di immettere liquidità nel sistema (un cavallo di battaglia in Parlamento di Pino Cabras del Movimento Cinque Stelle, poi rilanciato più volte sul Blog di Grillo) basterebbe introdurre il “Civitanovino” o “Civitadoblone” – così potrebbe chiamarsi il denaro “complementare” – spendibile sul territorio ma che essendo uno sconto fiscale comporterebbe un minor gettito di entrate per lo Stato.

Fra parentesi, in Parlamento di proposte di legge ne hanno presentate di ogni tipo, da chi vuole proibire i termini stranieri nella lingua italiana a chi vuole il galloitalico come idioma tutelato dallo Stato, da quelli che vorrebbero il libri di Oriana Fallaci al posto dei sussidiari a chi ritiene che sia uno scandalo che le lumache italiane non siano ancora regolamentate. Possiamo fare meglio.

Molti candidati vedono Civitanova come un regno a parte: se la Squadroni ce l’ha con le matrigne Roma e Ancona (l’ha ripetuto anche l’altro giorno quando Azione se n’è andata rumorosamente dalla sua coalizione dopo meno di tre settimane di convivenza), anche Paolo Squadroni vuole un’autonomia per Civitanova. Per “riportare i cittadini al centro della politica cittadina” la sua lista di propone anche di “applicare filosofia, psicologia, spiritualità alla politica”. Come, ancora non si sa, ma siamo curiosi. Una domanda però ci viene spontanea a poco più di un mese dal voto: quando i competitor di Ciarapica sveleranno le loro “soluzioni rilevanti” per la città futura, che non siano isolarsi politicamente o incatenarsi o sperare di svoltare con il “Civitanovino”?

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