Marco Rossi, cosa ha detto sulla Nazionale azzurra in attesa di Italia-Ungheria (fra un mese)

Tra poco più di un mese, il 7 giugno, Marco Rossi, commissario tecnico dell’Ungheria, sfiderà l’Italia a Cesena. Dopo lo straordinario Europeo disputato dalla selezione magiara, capace di pareggiare con Francia e Germania e vicina alla qualificazione “impossibile”, Rossi vuole confermare i progressi della sua Nazionale che abbiamo ammirato tutti. Ieri in un’intervista alla radio “1 Station Radio” ha detto qualcosa sull’Italia. Sulla mancata qualificazione ai Mondiali: “Ha pagato una sorta di fisiologico appagamento dal punto di vista fisico e psicologico dalla vittoria dell’Europeo, ma questo è un aspetto che non spiega totalmente la questione. L’Italia è stata particolarmente sfortunata ai gironi e ha pagato un dazio che non meritava di pagare. Gli azzurri avrebbero meritato di andare ai mondiali e tutti gli episodi gli sono andati contro. Questo fallimento non dipende dal valore del calcio italiano”. E sul collega Roberto Mancini: “Ha fatto bene a rimanere, serve solidità e coesione in questo momento”. 

Rossi nell’intervista, riportata dalle testate napoletane che gli hanno chiesto sull’interessamento di Spalletti per il giocatore, ha rimarcato “le grandi qualità” del talento ungherese Dominik Szobszlai. Dopo l’Europeo il tecnico 57enne ha ricevuto proposte da squadre importanti d’Inghilterra e Germania, ma ha preferito stare tra quella che considera ormai la sua gente. “All’Ungheria mi lega un rapporto profondissimo, di rispetto e ammirazione, che va oltre il mio lavoro da allenatore. Le radici di questo legame non sono recenti e risalgono a quando ero un ragazzino. Mio padre si spaccava la schiena a lavoro ed era mio nonno ad accompagnarmi agli allenamenti – aveva dichiarato in un’intervista – Era un ammiratore e tifoso del Grande Torino e della mitica Aranycsapat, la Squadra d’Oro ungherese di Puskas. Un giorno sì e l’altro pure snocciolava le formazioni delle due squadre a memoria, per me giocare nel Torino e poi ritrovarmi ad allenare l’Honved prima e l’Ungheria poi è un qualcosa che va semplicemente oltre”. Grande motivatore, pacato ma deciso nelle scelte, Marco Rossi ha un contratto con la Federazione ungherese che scade nel 2025. Ma per far crescere ancora il calcio ungherese ci sarà ancora bisogno di lui.

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