Liliana De Curtis, così simile a suo padre. E quella sera a Montecosaro…

(articolo di Maurizio Verdenelli) – Liliana De Curtis, l’unica figlia del grande Totò (deceduta ieri) a metà degli anni 80 ospite una sera di Montecosaro, ebbe un ruolo determinante nella realizzazione di un sogno. Che occupa ora un posto di rilievo nella Fabbrica dei Sogni: la Cinematografia e la sua storia.

Il sogno è quello di Paolo Marinozzi, eccezionale collezionista montecosarese che nel suo palazzo sulle mura urbiche, una sera d’autunno di poco meno di 40 anni fa, ospitò la signora De Curtis. Accompagnata dalla giornalista (settimanale ‘Gente’) Matilde Amorosi impegnata in quel tempo nella scrittura di una documentatissima biografia del ‘Principe della risata’. Cui in modo determinante collaborava Liliana. La quale aprì così una vicenda irripetibile di presenze di grandi protagonisti della spettacolo, ospiti di Marinozzi.

Tra questi Lucio Dalla, Carlo Verdone, Giancarlo Giannini, Claudia Cardinale, Abbe Lane, Catherine Spaak, Ornella Muti, Marisa Allasio, le gemelle Kessler. Ed ancora: ‘incursioni’ nel mondo dello sport con la famiglia Coppi, Faustino Coppi, il supergregario Gismondi (stella montegranarese grande amico pure di Bartali) e con la stessa Muti allora ‘Dama Bianca’ nella fiction tv ‘Il Campionissimo’, a cena con Marinozzi alla ‘Luma’ dei coniugi Bartolini. Ospiti di questo filone sportivo furono anche Ricky Albertosi, e i grandi portorecanatesi del calcio Di Giacomo e Panetti.

L’accoglienza montecosarese di Liliana De Curtis (da chi scrive storicizzata sul ‘Messaggero’) non passò inosservata agli occhi di Renzo Arbore. Che invitò il collezionista marchigiano in tv (Rai1) alla trasmissione dedicata in più puntate, a Totò nel suo anniversario.

La serata montecosarese di Liliana scorse via leggera e divertente. La figlia di Antonio De Curtis e Diana Bandini Lucchesini  aveva ereditato anche esteriormente il carattere del padre e sopportò con simpatia i flashes a ripetizione del fotoreporter del ‘Messaggero’ Pietro Baldoni. Marinozzi fece visitare alle due ospiti il suo palazzo, i sotterranei e i locali dove dopo alcuni anni sarebbe nato il Museo a Pennello con le locandine ‘griffate’ ed una miriade di oggetti cult, più o meno dimensionati, di film famosi.

“Biscoletta”, alias il grande fotografo maceratese Pietro Baldoni, by Virgì

‘Qual è stata l’eredita’ piu’ preziosa da parte di suo padre?’ fu l’ultima domanda dell’intervista con fatica portata avanti nel dedalo di scale e stanze di casa Marinozzi. La risposta? Nel solco dell’antica (vincente) filosofia napoletana, non l’ho mai scordata: “Lilia’: quando le cose vanno male, ma proprio male,  non ti preoccupare… una pernacchia e tutto passa!”.

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