Castori al Perugia, che il sogno si avveri

E’ l’allenatore che i tifosi di tutte le squadre vorrebbero avere. E siccome chi scrive è del Perugia sin dalla nascita, vedere sulla panchina del Grifo Fabrizio Castori – più che una speranza (l’ingaggio non è ufficiale) – è un sogno. Ritorneremmo infatti, dopo anni di delusioni e di tecnici “creativi”,  al calcio vero, ovvero sia basta ai fraseggi infiniti a centrocampo e avanti con il gioco verticale. Perchè, per chi se lo fosse dimenticato, in genere vince chi tira in porta.

Fabrizio Castori da San Severino Marche ha vinto in tutte le categorie: dalla Belfortese alla Salernitana. Ha allenato ovunque (due campionati di serie A, 16 di B con oltre cinquecento panchine nella categoria, 8 di serie C) e ovunque si è fatto rispettare, come uomo e nelle sue convinzioni. Il calcio non è matematica nè passaggetti orizzontali: “Il mio punto di riferimento – ha detto una volta il tecnico – è la velocità con cui si arriva a tirare in porta”.

Ha compiuto miracoli sportivi a Cesena, che riportò in B, ad Ascoli, che salvò contro il pronostico di tutti, con la Salernitana che ha riportato in A. A Carpi gli faranno un monumento per aver messo paura alle grandi anche nella massima serie, la squadra di quello che prima di lui era solo un paese fuori Modena. Ha le idee chiare, Fabrizio: “Guadagni e successo cambiano le persone, solo i campioni mantengono l’umiltà”.

E’ un uomo che privilegia la meritocrazia e il sacrificio. Chapeau. E’ un uomo da Grifo. Firmatelo questo contratto, sbrigatevi, che Castori non me lo voglio ritrovare contro. La Nord vuole rispolverare quello striscione degli anni d’oro di Cosmi: “Serse, con te fino a Tokyo”. Esagerato, ma Serse, come Fabrizio, è uno dei nostri.

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