Alika, la gara della solidarietà. In prima fila Civitanova e San Severino

All’orrore, quello per una vita spezzata per colpa di uno squilibrato, i marchigiani hanno risposto compatti. E’ una gara di solidarietà quella a sostegno della moglie e del figlio di Alika Ogorchukwu, l’ambulante ucciso senza alcun motivo venerdì scorso in pieno centro di Civitanova. Lo ha fatto la città teatro dell’omicidio con una donazione di 15mila euro da parte dell’amministrazione, che ha peraltro assicurato alla vedova di occuparsi delle sue necessità future, e ha aperto una sottoscrizione. Lo fa con gesti concreti San Severino Marche. Qui Alika viveva, in via San Michele, e qui sarà sepolto, cittadino sfortunato di questa comunità. 

Da San Severino si spostava in treno per vendere accendini o piccoli oggetti a Civitanova o Macerata. I vicini e chi lo conosceva lo ricordano come una persona tranquilla e integrata. Più dei cortei che si stanno organizzando ovunque – un monito all’indifferenza – valgono le testimonianze che ha riportato “Avvenire” in un articolo.  C’è chi racconta che questi immigrati “sono grandi lavoratori e non hanno mai dato problemi, le mogli fanno le badanti o le domestiche, i figli giocano a calcio o a pallavolo nelle squadre locali e tra loro c’è chi frequenta l’università a Camerino perchè vuole laurearsi”.

Il sindaco  Rosa Piermattei, che ha celebrato in Comune le nozze di Alika, ha dato disponibilità per qualsiasi tipo di aiuto. Tutta San Severino si è stretta alla sfortunata famiglia. Il Comune, la Chiesa locale e la Caritas, la scuola elementare che frequenta il figlio di Alika.

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