L’escalation della guerra è imminente. E i cittadini russi fuggono da Mosca

Da aggressore ad aggredito, il passo è breve. Tanto breve che il mondo ha capito, dopo il discorso di Putin in cui ha deliberatamente alzato il livello degli “avvertimenti” all’Occidente (“Se la sua integrità territoriale è minacciata, la Russia utilizzerà tutti i mezzi a disposizione” compreso il nucleare ovviamente), che mai come in questo momento c’è il rischio di un’escalation.

Il Presidente russo è alle corde, almeno questo sembra agli analisti internazionali: la guerra è (quasi) persa con l’avanzata ucraina di queste settimane e la riconquista di città e territori, i partners storici come la Cina e la Turchia cominciano a prendere le distanze, si adottano misure inutili come il referendum nel Donbass programmato per dopodomani e giorni successivi o chiamare 300mila riservisti. Non rimane, forse, che il nucleare.

E per questo tutt’oggi è stata una fuga da Mosca: Avaisales, il web usato dai russi per la ricerca voli, è quasi collassato in seguito alle richieste di migliaia di persone di poter avere un biglietto solo andata per Georgia, Turchia, Armenia (si può andare senza visto). Chi vuole oggi prendere un volo Mosca-Dubai paga non meno di 5mila euro. Se ne vanno i riservisti, anche se lasciare le proprie case “senza il permesso dei commissariati militari” è vietato, ma soprattutto se ne vanno i russi. Il pericolo c’è, eccome, e pochi ancora credono nei “benefici effetti” della guerra.

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